ALESSANDRO PAGLIA – In Europa si spreca quasi il 50% del cibo, calcolando le diverse fasi che partono dalla produzione alla distribuzione fino al consumo finale, tutto ciò calcolando che circa 79 milioni di cittadini UE vivono al di sotto della soglia di povertà e di questi, 16 milioni dipendono dagli aiuti alimentari. L’unione Europea, con una mozione del Parlamento, ha così deciso di assumere una posizione ufficiale: il 2014 sarà dedicato al tentativo di bloccare questa emorragia di cibo che oltre ad essere una grande questione etica, determina perdite rilevanti anche in termini economici.
Si calcola che gli sprechi attuali nell’Unione siano circa 89 milioni di tonnellate all’anno, vale a dire 179 Kg pro-capite e che se non si interviene tali sprechi aumenteranno del 40% entro il 2020. Secondo i dati di Last Minute Market, associazione di Bologna che si occupa del recupero degli sprechi di cibo e tra i promotori dell’iniziativa parlamentare, a livello domestico in Italia si sprecano mediamente il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini. Da un punto di vista economico, per una famiglia italiana lo sperpero alimentare significa una perdita di 1.693 euro l’anno.
I deputati chiedono una strategia coordinata che combini misure a livello europeo e nazionale per migliorare l’efficienza, comparto per comparto.
Sono necessarie misure urgenti con l’obiettivo di dimezzare entro il 2025 gli sprechi alimentari e per migliorare l’accesso al cibo da parte delle categorie più vulnerabili. Si prevede che in un futuro non troppo lontano, la domanda di cibo supererà l’offerta determinando un forte aumento dei prezzi e l’Europa non può permettersi un lusso tale sapendo che circa metà del cibo perfettamente commestibile è sprecato.
Il deputato italiano Salvatore Caronna, tra i maggiori promotori della mozione partita da un’iniziativa di Last Minute Market, sottolinea come dopo anni di lavoro finalmente sia partito un percorso istituzionale che segna un notevole salto di qualità. Il Parlamento europeo ha fatto del tema una questione centrale della sua agenda ed ora la Commissione è chiamata a definire una strategia vincolante per i 27 Paesi Membri.
Le proposte sono diverse: i deputati chiedono che il 2014 sia proclamato “Anno europeo contro gli sprechi alimentari” e che questo segni l’inizio di un percorso per promuovere campagne di sensibilizzazione.
Tra le misure più significative rientra la proposta di una etichettatura con doppia scadenza, per evitare che i cibi siano venduti a ridosso della data di scadenza. La doppia data, dovrebbe indicare il termine massimo entro il quale il prodotto è commerciabile e quello entro il quale il prodotto è invece consumabile. Anche le norme sugli appalti pubblici per la ristorazione dovrebbero essere modificate, assicurandosi che siano aggiudicati a società che favoriscano l’impiego di prodotti locali e redistribuiscano ai bisognosi le derrate ancora commestibili.



