SILVIA ALDI – NE’ STUDIO NE’ LAVORO, NEL MONDO ESPLODE IL FENOMENO “NEET”
In leggera flessione nel biennio 2004-2006 e sostanzialmente costante nel biennio successivo, i giovani NEET tornano a crescere nel 2009 e 2010 durante la fase ciclica negativa dovuta alla crisi economica mondiale. Ma chi sono i NEET? Termine coniato nel 1999 dalgoverno inglese a seguito di un sondaggio sulla vita dei giovani, è l’acrostico di “Not InEducation, Employment or Training”. In altre parole sta ad indicare una particolare fasciadi giovani tra i 15 e i 29 anni che “non lavorano, non studiano e non si aggiornano”. Essinon sono comuni disoccupati: semplicemente smettono di cercare un impiego e disperare in un futuro lavorativo. Questa categoria giovanile, nata in Inghilterra, si èsilenziosamente allargata negli anni in tutti i paesi sviluppati economicamente. Infatti perquanto riguarda l’Europa, l’Italia ha il primato europeo per quanto riguarda il numero digiovani NEET, presenti soprattutto nel Mezzogiorno dove le statistiche ci dicono che sonopiù di 1 milione. La situazione dall’altra parte del mondo non è per niente confortante. In Giappone,infatti, il governo ha dichiarato, a seguito di un sondaggio effettuato nel 2005,che circa 640.000 giovani giapponesi rientrano nella categoria NEET. L’ampiezza delfenomeno e il suo allargamento preoccupano fortemente, perchè il vero rischio è quello diperdere competenze e di rimanere NEET per tutta la vita, quindi essere considerati al difuori della società. Perchè essere NEET significa anche questo: esclusione sociale. Infattiquanto più dura questo stato di inattività tanto più si avrà difficoltà a rientrare nel mondodel lavoro. Inoltre la società della competizione, della concorrenza e delle scelte multiplerende difficile la vita dei giovani sia diplomati che laureati in modo da far perderel’entusiasmo e la voglia di inserirsi nel campo lavorativo. Le cause, sono diverse ecomplesse e non tutte legate all’attuale crisi economica. La cosa certa è che questofenomeno dimostra ancora una volta la necessità di promuovere iniziative a favore deigiovani, e far sì che molti studenti di oggi non diventino NEET futuri.
*Il progetto Ape, “L’auto-imprenditorialità contro la povertà e l’esclusione sociale – A.P.E.”, organizzato dal Dipartimento di Teoria dello Stato – Università di Roma LA SAPIENZA, in collaborazione con l’associazione Eurosapiens, e realizzato nel corso del 2011, si è posto l’obbiettivo principale di formare ed informare studenti universitari, in un quadro di LifeLong Learning sociale, propedeutico alla creazione di un’integrazione esperienzale e cognitiva all’interno dei corsi di laurea. Questi sono alcuni dei contributi realizzati da coloro che hanno frequentato il corso.





Bisogna ammettere che resta irrisolto il quesito sul rapporto corretto tra politica e mercato, essendo evidente la sudditanza cui oggi è relegata la politica. Ciò che in particolar modo preoccupa è il mancato ottimismo in merito agli sbocchi, sul breve periodo, di questa crisi politica, sociale, morale, culturale che investe in modo particolarmente virulento i giovani e, per questo può lasciare una profonda screpolatura nella qualità della vita personale e della convivenza sociale. Credo in una rivoluzione di COSCIENZA e di CONOSCENZA per prendere consapevolezza dei mondi che ci circondano, e per porre maggiore attenzione alle decisioni che vengono varate per il nostro futuro. Coloro che oggi sono identificati come NEET appaiono come automi, ma li definirei vampiri della società. Aumentano il numero della popolazione in auge, che sembra ormai nella suo miglior momento storico nella conquista del mondo e in particolare dell’Italia, i zombi o comunemente conosciuti evasori fiscali. Sono i figli di una politica fatta di scelte poco attente alle esigenze e i bisogni della comunità.