Mentre l’attenzione dei media internazionali è tutta per la crisi dell’Euro degli accordi importanti vengono presi a Bruxelles: La Croazia entra nell’Unione Europea. A Bruxelles, infatti, è stato firmato il trattato che permetterà al Paese di diventare, dal 1 luglio 2013, il 28esimo Stato membro.
Fino a quella data la Croazia parteciperà come “osservatore attivo” alla maggior parte dei summit europei, e quindi anche a quelli in cui i leader dovranno pronunciarsi sulla concessione dello status di candidato alla Serbia e sull’apertura dei negoziati di adesione con il Montenegro.
L’ingresso in Europa del Paese assicurerà il mantenimento della pace nei Balcani, un’area che porta ancora le ferite della guerra civile, ha detto il presidente croato Ivo Josipovic.
E ha aggiunto: “La Croazia è il primo nuovo Stato membro dell’Unione che nel corso del processo di adesione ha dovuto fronteggiare la difficile eredità della guerra. Questo fa del successo della Croazia qualcosa di ancora più grande”.
A inizio 2012 un referendum dovrà approvare l’ingresso nell’Unione Europea. Secondo i sondaggi il 60% della popolazione è favorevole, ma la minoranza euroscettica sta alzando la voce con manifestazioni, come quella che ha radunato ieri alcune centinaia di persone a Zagabria.
Non si nascondono delle preoccupazioni da parte dei 27 sul possibile comportamento dei croati nel momento in cui bisognerà discutere dell’adesione di Serbia, Bosnia, Montenegro, Macedonia e Albania ma il tempo che ci si è presi per l’effettiva adesione è indicativo della volontà di soluzione e pace. Infatti vi sono buone possibilità di arrivare a luglio del 2013 con la maggior parte degli accordi d’adesione già firmati con questi Paesi, magari con adesioni scaglionate nel tempo 2014-2015-2016-2020, ma certe e già concordate.
Vedremo, vedremo anche cosa dirà e quanto ancora pazienterà la Turchia che ha ormai da più di 15 anni ha fatto formale domanda d’adesione e 6 che ha ottenuto lo Status di Paese candidato.




