Mosca nel WTO e nasce l’Unione Euro-Asiatica

Finalmente dopo quasi 18 anni di trattative e veti sembra che Mosca sarà il 154° e più esteso membro dell’Organizzazione mondiale del commercio. Infatti cade il veto di Tbilisi, all’ingresso russo, grazie all’accordo generale firmato tra Russia e Georgia, ultimo ostacolo sul cammino russo verso l’Omc-WTO.

Ad annunciare l’intesa, raggiunta grazie all’intermediazione della Svizzera, è stato a Ginevra l’ambasciatore georgiano Zorab Tchiaberashivi.

Prevista a brevissimo la riunione di un gruppo di lavoro dell’organizzazione, in vista dell’adesione russa che dovrebbe avvenire entro fine 2011.

A renderla possibile, il compromesso raggiunto con Tbilisi sul conflitto di confine con l’Ossezia del sud e dell’Abkhazia, di cui Mosca qualche anno fa ha riconosciuto l’indipendenza.

In questo quadro generale la Federazione Russa si è ulteriormente spinta verso il suo possibile ingresso nel WTO e cercando di imitare i cugini europei si sta adoperando per creare una zona di libero scambio con dei Paesi limitrofi ovvero l’Unione Euro-Asiatica. A far parte di questa organizzazione sono Russia, Bielorussia e Kazakhstan: le avanguardie dell’unione euro-asiatica, secondo il progetto dichiarato dai tre presidenti – Medvedev, Lukashenko e Nazarbayev – che a Mosca il19 novembre 2011  hanno firmato il primo accordo di integrazione economica.

È il primo passo formale per un progetto d’integrazione regionale basato sul modello europeo (o su quello dell’ex Unione sovietica, simile per architettura istituzionale).

“Abbiamo appena firmato un accordo per la creazione di una Commissione euro-asiatica, una dichiarazione per l’integrazione e la regolamentazione economica euro-asiatica, un passo importante per la creazione di un’unione economica euro-asiatica, capace senza dubbio di determinare il futuro dei nostri Paesi”

“Creando questa organizzazione vogliamo che sia un’unione vera, integrata, la più vasta nel mondo post-sovietico, la più attrattiva per i popoli vicini”

Gli accordi firmati dai tre leader scandiscono le tappe previste da oggi al 2015: dal gennaio prossimo, l’attuale unione doganale tra i tre paesi dovrebbe trasformarsi in uno spazio economico comune aperto ad altri Paesi, primo fra tutti, forse, il Kirghizistan.

L’Unione Europea saluta con favore l’evento auspicando che il processo possa portare alla realizzazione di un ampia zona di pace e prosperità e di benessere seguendo le orme dell’Unione Europea stessa.

Tuttavia non sfugge che la volontà russa è quella di realizzare un’ Unione con un gruppo di Paesi affini allo scopo di avere un numero maggiore di voti all’interno delle sedute (ROUND) del WTO e quindi essere più incisiva e svolgere un ruolo importante nell’organizzazione stessa.

Si ricordi infatti che all’interno del WTO vige la formula 1 Paese 1 voto, ma essendo l’Unione Europea di 27 Paesi ed essendo le materie trattate dal WTO di competenza comunitaria l’unione si presenta ai tavoli dei ROUND e vota per 27.

Non c’è dubbio che se l’iniziativa della Russia avrà successo, probabilmente si assisterà nei prossimi anni ad una accelerazione dei processi d’integrazione economica regionale (vedi NAFTA – MECOSUR – ASEAN – SADC – ECOWAS – GCC ecc) , processi che prendono a riferimento l’enorme esperienza del processo d’integrazione comunitario europeo e che modificheranno gli assetti e gli equilibri del WTO verso una maggiore “democratizzazione” dell’Organizzazione stessa.

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