Mario Giordano – Nella splendida cornice offerta dai Musei Capitolini, si svolge la mostra/confronto dedicata ai capolavori della grafica e degli studi romani dei due più sublimi e celeberrimi maestri dell’arte rinascimentale. L’esposizione consta di ben 66 opere tra studi, disegni, sonetti e promemoria, presentati con quel gusto accademico nel raffrontare, dove possibile, il lavoro di entrambi gli artisti. Un percorso breve ma entusiasmante, coadiuvato da un’efficace penombra ideata appositamente per esaltare il segno grafico e in grado di evocare nel fruitore quella ‘sacra’ orazione che l’opera dei due maestri esige. La mostra è frutto della collaborazione tra le due più importanti collezioni: le opere di Leonardo sono state concesse dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, che ne possiede un’immensa raccolta, mentre quelle di Michelangelo dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, depositaria di un gran numero di disegni e carte autografe del maestro nativo di Caprese. Partendo dai capolavori grafici del da Vinci, scorgiamo il disegno raffigurante Due mortai che lanciano palle esplosive (1564 ca.), lo Studio per ali meccaniche (1493 – 1494 ca.) e il celebre schizzo a penna, quasi miniaturistico, che raffigura Testa e busto virile di profilo verso destra (1487 – 1490). Più avanti ci troviamo al cospetto di tre dei più maestosi e incantevoli disegni michelangioleschi: Nudo di schiena (1504 -1505) dal forte effetto grafico relativo alla Battaglia di Cascina, Studio per la testa della ‘Leda’ (1530 ca.) tra i più sublimi volti partoriti dal genio fiorentino e l’enigmatica Cleopatra (1535 ca.) donata con devozione a Tommaso de’ Cavalieri, che influenzò profondamente la vita del Buonarroti. La mostra prosegue aprendosi al confronto tra i due artisti mentre essi si trovano nella città eterna, come ci suggerisce la Descrizione di un tempio romano ad opera di Leonardo e le misure per la Cappella Paolina michelangiolesca. Davanti al visitatore si snocciola rapidamente un susseguirsi di opere dall’immenso valore estetico che documentano da una parte l’attività intensa di Michelangelo come architetto e compositore di sonetti dotati di forte carisma poetico e dall’altra confermano la poliedricità del genio di Leonardo che si destreggia tra invenzioni meccaniche-belliche e nel campo dell’idraulica, della geometria e dell’ottica. Come ‘cappello’ a una mostra esaustiva ed elegante notiamo i celebri studi di notomia di Michelangelo, affiancati dagli schizzi per il Giudizio Universale della Sistina che lasciano pienamente soddisfatto il pubblico accorso ai Musei Capitolini. La raccolta fornisce un’imperdibile occasione di discussione e riflessione su due geni dell’arte rinascimentale (e non solo) che spesso sono visti unicamente sotto l’egida conformista e inesatta della reciproca rivalità.




