
Hugo Chavez è tornato domenica scorsa a Cuba per sottoporsi al ciclo di chemioterapia che dovrebbe permettergli di sconfiggere il tumor
e al colon. E’ stato operato lo scorso 20 giugno nella stessa isola caraibica, (governata dal suo amico Fidel Castro), che vanta uno dei migliori sistemi sanitari dell’America Latina. Nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 luglio il presidente venezuelano ha scritto al parlamento per informarlo che è previsto che torni presto all’Avana per proseguire le terapie anti-cancro. La Costituzione del paese sudamericano esige che l’Assemblea autorizzi qualsiasi assenza del Presidente della Repubblica per più di cinque giorni. L’opposizione ha naturalmente subito chiesto come condizione che il potere passi al vicepresidente Elias Jaua e che durante il periodo di malattia Chavez non possa governare a distanza dall’estero. Chavez però non ha voluto sentire ragioni ma ha accettato di delegare alcune funzioni ad Jaua e al ministro delle Finanze Jorge Giordani. “Sono stato autorizzato a lasciare il paese senza affatto rinunciare alle mie funzioni di Presidente, ringrazio l’Assemblea nazionale e vi garantisco che tornerò più in fretta di quanto pensiate..e di quanto speriate”, ha dichiarato sorridendo. Nel caso l’assenza debba prolungarsi per più di 90 giorni, sarà la stesso Parlamento a rinnovare il permesso al leader del paese o dichiararlo decaduto dalla carica presidenziale. In questi 12 anni Chavez si è guadagnato l’appoggio delle fasce più povere investendo molto sul welfare e sullo sviluppo sostenibile (Il Venezuela nel 2010 è diventato uno dei primi paesi in via di sviluppo a rispettare il protocollo di Kyoto), ma nel Paese restano problemi come l’inflazione e la povertà, che colpisce una buona fascia della popolazione. Chavez ha precisato che nessuna cellula tumorale è stata individuata successivamente all’intervento del mese scorso, «Ma tutti sappiamo che c’è sempre il rischio che qualcuna sia sfuggita alle analisi, da qui l’esigenza di partire all’ attacco con la chemioterapia» ha dichiarato. Scontato aspettarsi che ora si vedranno ridotte le sue apparizioni pubbliche, ma il leader venezuelano ha ufficialmente dichiarato la sua intenzione di ricandidarsi alle elezioni del 2012: “Questo non è il tempo di morire, è il tempo di vivere”.




