Potere alle donne. Passa la legge sulle quote rosa nei cda delle partecipate

ALESSANDRO PAGLIA – Via libera del Senato al ddl sulle “quote rosa” nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in Borsa e a patecipazione pubblica.Il provvedimento era rimasto bloccato in sede redigente alla commissione Finanza del Senato, a causa del parere negativo espresso dal governo che aveva accolto i dubbi degli industriali.

Il disegno di legge ha subìto una successiva battuta d’arresto, in seguito all’approvazione dell’emendamento della relatrice Maria Ida Germontoni di Futuro e Libertà.

L’entrata in vigore è prevista a dodici mesi e si dividerà in due fasi. Tra il 2012 e il 2015 i cda dovranno essere composti almeno per un quinto da donne e successivamente la soglia salirà al 30% per il secondo e terzo mandato, trattandosi di una norma transitoria.

Dopo il via libera al Senato, il ddl tornerà in terza lettura a Montecitorio che l’aveva già approvato il 2 dicembre scorso.

Il riemergere di forti movimenti femminili ha contribuito ad un acceso dibattito sulle quote rosa  (chiamate “quote di genere” in Europa), ed il cui iter è stato complesso. Già nel 2005, infatti, un disegno di legge analogo ma sulla rappresentanza femminile in Parlamento, era stato presentato  ma non approvato.

Ora, pur con una larga maggioranza trasversale (203 voti favorevoli, 14 contrari e 33 astenuti), il provvedimento ha sollevato più di qualche malumore. Alcuni come Roberto Mura, senatore della Lega Nord, hanno affermato che le donne non hanno bisogno di privilegi ma di diritti e responsabilità.

I dubbi sulla legge nascono dalla forzaura che questa esercita nei confronti di principi che dovrebbero essere di per sè naturali all’interno delle istituzioni.

Anche Emma Bonino, insieme a tutti i radicali eletti all’interno delle liste del Pd, ha annunciato la sua astensione sul voto del ddl. La maggioranza dei senatori tuttavia più realisticamente ha affermato la necessità di imporre per legge quei principi basilari che non trovano spazio nelle istituzioni.

Il dado è tratto quindi. La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha chiesto più spazio alle donne anche in politica e nelle amministrazioni pubbliche, mentre da altri commentatori, giunge l’idea di prendere spunto dal modello scandinavo, il quale ha raggiunto i più alti livelli di rappresentanza femminile grazie al sistema delle quote .

Tuttavia, bisogna sottolineare che in tali paesi non ci sono mai state quote di genere nelle leggi elettorali, ma soltanto all’interno degli statuti dei partiti.  Ciò dimostra che basterebbe la volontà delle singole forze politiche e una maggiore attenzione nella composizione delle liste elettorali, per portare la partecipazione delle donne in politica ai livelli degli altri paesi avanzati.

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About Graziella Moschella

Pseudo giornalista per passione, libera pensatrice per professione. Il mio motto è: "There is a stubbornness about me that never can bear to be frightened at the will of others. My courage always rises at every attempt to intimidate me."