Buon compleanno Lega

ANGELICA STRAMAZZI -  A venticinque anni dalla sua costituzione, il “partito del Nord” presenta ai suoi elettori un certificato di sana e robusta costituzione ancor più rinvigorito dal recente ottenimento del federalismo municipale. Un imprescindibile ed irrinunciabile traguardo raggiunto, se si pensa al fatto che la Lega Nord nasce e cresce coltivando l’intento di separare – per ora solo a livello fiscale ed in parte impositivo – la zona settentrionale dello stivale da quella “sprecona” del centro e lassista del meridione. E non si dice di certo una novità quando si rammenta che il vero obiettivo di Bossi e compagni resta quello di dar vita ad una federazione di regioni “verdi” totalmente distaccate dal resto d’Italia. Un intento secessionista che non conosce – e non ha mai conosciuto – passi indietro, ripensamenti e cambi di rotta. Il Nord deve diventare autonomo punto e basta!

Senza troppi giri di parole – e al netto delle simpatie o antipatie che il partito del Senatur può suscitare negli animi di ognuno – va detto con estrema franchezza che la Lega Nord è forse l’unico partito che è riuscito negli anni a dar vita ad una classe dirigente preparata che, salvo qualche eccezione di figli scarsamente preparati che emulano padri altrettanto sprovveduti culturalmente ma dotati di grande forza di volontà, riesce a far sentire la propria voce. E questo non è un elemento di scarso valore di fronte ad un Parlamento canuto e senile.

Dai municipi passando per le provincie fino ad arrivare alle regioni: in ognuna di queste realtà, la Lega ha fatto emergere sindaci e governatori giovani, persone che si sono fatte sui territori senza per questo dimenticare di acquisire  quella giusta dose di preparazione che in politica è la base di tutto. In un contesto del genere, l’alleanza con il Pdl di Silvio Berlusconi è concepita come un sovrappiù, come una cementificazione di interessi necessaria per far sì che il programma leghista possa affermarsi in maniera abbastanza rapida. E non è un caso che Bossi e compagni siano stati corteggiati da quasi tutti i partiti dell’arco parlamentare, da ultimo il Pd di Bersani in cerca di prezioso alleati da sottrarre alla compagine pidiellina.

Eppure, nonostante le divisioni interne tra fedelissimi di Maroni e aderenti alla linea di Calderoli, la Lega resiste e festeggia il suo venticinquesimo compleanno avendo incassato il federalismo municipale, conquista tanto attesa che – ne siamo certi – porterà nelle casse elettorali leghiste numerosi voti e svariati consensi.

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