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		<title>Hollande OUI, Sarkò NO: cronaca del trionfo di un socialista</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 16:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/images60.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4353" title="images" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/images60.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a>Laura Barbuscia - Parigi. La Francia ha scelto: il nuovo presidente della Repubblica francese è il socialista François Hollande, che ha battuto il rivale Nicolas Sarkozy ottenendo il 51,7% dei voti.<span id="more-4352"></span>Pochi minuti dopo il responso finale, la città è nel caos. Migliaia di sostenitori del partito socialista affollano <em>rue Solferino</em>, la strada parigina in cui si trova la sede del partito, per festeggiare la vittoria elettorale, nonché il ritorno della Gauche all&#8217;Eliseo dopo 17 anni.<br />
Il &#8220;<strong>candidato normale&#8221;</strong>, com’era stato definito alle primarie dei socialisti francesi nello scorso autunno, é il settimo presidente della Quinta Repubblica francese.<br />
Per il suo primo discorso ufficiale da presidente Hollande ha scelto Tulle, suo feudo elettorale, nel centro della Francia. Alle 21,30 si è rivolto così ai francesi: &#8220;Sarò il presidente di tutti. Questa sera non ci sono due France, c&#8217;è una sola nazione. Ognuno sarà trattato nello stesso modo, stessi diritti e stessi doveri. Nessun figlio della repubblica sarà lasciato indietro o discriminato&#8221;. E ancora: &#8220;I francesi hanno chiesto un cambiamento, mi impegno a lavorare. Il 6 maggio deve essere ricordato come una grande data per il nostro Paese, un nuovo inizio in Europa e una nuova speranza nel mondo&#8221;.<br />
Poi, ha rivolto un saluto repubblicano al presidente Sarkozy che ha guidato la Francia per 5 anni e “per questo merita rispetto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha affrontato il tema del progresso: &#8220;Più volte abbiamo superato prove difficili e ci riusciremo anche nei prossimi cinque anni. Il sogno francese &#8211; ha aggiunto &#8211; è quello che si può sintetizzare con la parola progresso, affinché ogni generazione viva meglio di quella precedente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Giustizia e giovani: i suoi due impegni principali. “Ogni mia scelta, ogni mia decisione sarà presa sulla base di questi due criteri: è giusto, è per i giovani?&#8221;, ha detto Hollande. Rimarcando la sua impronta socialista, il neo eletto ha indicato le priorità dell&#8217;azione di governo: &#8220;Garantire a tutti lo stesso accesso ai servizi pubblici. Serve garantire l&#8217;uguaglianza nel nostro territorio, penso alle periferie e alle aree rurali. La nostra priorità sarà la scuola. E poi l&#8217;ambiente, con la transizione verso sistemi ecologisti. Nessun figlio della Repubblica &#8211; ha proseguito &#8211; sarà lasciato indietro. Troppi tagli, troppe rotture hanno diviso i nostri cittadini, ora è finito questo stato di cose. Il primo dovere del presidente della Repubblica è quello di unire il Paese&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco dopo le 20, l’addio di Sarkozy. Raggiunta la propria sede elettorale, nella sala della Mutualité, l’ex premier francese, davanti ai suoi sostenitori, dichiara: &#8220;La Francia ha un nuovo presidente, è una scelta democratica e repubblicana&#8221;. Poi fa una cosa che pochi politici sono soliti fare, si assume ogni colpa: &#8220;Quando c’è una sconfitta, è il numero uno che ne è responsabile&#8221;. Ammette quindi i propri errori, con onore e rispetto per la democrazia e le sue regole. Dice di Hollande: &#8220;L’ho appena sentito al<br />
telefono e voglio augurargli buona fortuna per le prove che lo attendono. Sarà difficile ma auspico vivamente che la Francia, il nostro paese che ci unisce, riesca a superare queste prove: e questa sera dobbiamo pensare unicamente alla grandezza della Francia e al benessere dei francesi&#8221;. &#8220;Non vi dividete &#8211; ha continuato Sarkò &#8211; restate uniti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, ha rivelato ai fedelissimi che non guiderà il suo partito alle elezioni legislative del 17 giugno. &#8220;Torno a essere francese tra i francesi”, ha detto. Ma per chi lo ama non c’è da preoccuparsi, perché il suo “non sarà un ritiro completo dalla politica”.<br />
E dopo Carla Bruni, arriva Valerie Trierweiler. È Lei la nuova première dame, &#8220;fiera di accompagnare il nuovo presidente della Repubblica e sempre felice di condividere la vita di François&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lacrime di gioia quelle di Thomas Hollande, 27 anni, figlio di Francois e di Segolene Royal, che all&#8217;annuncio della vittoria di suo padre alle presidenziali, ha raccontato ai microfoni di France2: «Sono molto emozionato. Ho partecipato a questa campagna, avevo partecipato a quella di Segolene Royal, mia madre, ma questa volta si è conclusa vittoriosamente. Sarà dura, lo sappiamo, ma voglio approfittare di questo momento di gioia&gt;&gt;.</p>
<p style="text-align: justify;">A congratularsi telefonicamente con il nuovo leader francese, il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha espresso «le sue calorose congratulazioni per il risultato elettorale conseguito alle elezioni presidenziali francesi». Poi, la telefonata del premier Mario Monti, che ha manifestato &#8220;il desiderio del governo italiano, e personale, di collaborare strettamente con la Francia, in particolare nel quadro europeo, ai fini di un&#8217;unione sempre più efficace e orientata alla crescita&#8221;.<br />
Anche Barack Obama ha chiamato Hollande per congratularsi, auspicando ripercussioni positive anche sull&#8217;economia americana, dando spazio alla crescita. Non poteva mancare all’appello, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che ha invitato il neo presidente francese a Berlino.</p>
<p>Per il neo-eletto Hollande si prospettano sfide complesse, in un clima europeo attento ad ogni sua scelta. Cosa dovrà aspettarsi, quindi,  la Francia nei prossimi mesi&#8230;è ancora tutto da vedere.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Presidenziali Francesi -</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 18:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>4 Maggio &#8211; </em>La corsa all’Eliseo, si chiude con fasi finali della campagna elettorale intense e rocambolesche , dovute principalmente alle ultime novità in campo di sostegno dei partiti fuori dal ballottaggio;   è proprio l’ex-candidato del movimento democratico <strong>François Bayron</strong> a mettere dubbi o certezze nello scenario politico francese, infatti con una decisione storica l’ex-candidato ha dichiarato di non ritrovarsi nei valori di corrente Sarcozyana , che nelle ultime settimane aveva visto una intensa corte da parte dell’attuale presidente verso Bayron   ; a titolo personale il leader Democratico propone l’appoggio del socialista  <strong>François Hollande</strong> nella corsa all’Eliseo, fissata per domenica 6 maggio.<a rel="attachment wp-att-4342" href="http://www.eurosapiens.it/news/4340/presidenziali-francesi.html/attachment/exit-francia-770x632"><img class="alignright size-medium wp-image-4342" title="exit-francia-770x632" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/exit-francia-770x632-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" /></a></p>
<p>Al presidente <strong>Sarcozy</strong> non resta che incassare il colpo, accusando il democratico Bayron di incoerenza viste le linee di politica economica che lo stesso partito socialista propone in netto contrasto alle scelte dei democratici; boccone più amaro se si considera la posizione di <strong>Marine Le Pen</strong> che ha annunciato la sua estensione ; si prospetta così nell’ultimo giorno di campagna elettorale un balzo  in avanti nei sondaggi per Hollande e un cielo grigio per Sarkozy che si presenterà  di fronte l’elettorato al ballottaggio senza il supporto di alcun partito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Stasera il faccia a faccia fra i due avversari , scontro tv visibile dalle ore 21.00 in DIRETTA su</span> <span style="color: #3366ff;">corriere.it</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>FG.</em></p>
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		<title>&#8220;Il naufragio&#8221;, libro su una tragedia di mare</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 13:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GJERGJI KAJANA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1997. La città marittima albanese di Valona, distante alcune decine di miglia dalle coste pugliesi e notoriamente punto di partenza di clandestini verso l&#8217;Italia, si ribella al governo del presidente Berisha....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/Presentazione-Alessandro-Leogrande-1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-4336" title="Presentazione Alessandro Leogrande-1" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/Presentazione-Alessandro-Leogrande-1-550x399.jpg" alt="" width="465" height="337" /></a>1997. La città marittima albanese di Valona, distante alcune decine di miglia dalle coste pugliesi e notoriamente punto di partenza di clandestini verso l&#8217;Italia, si ribella al governo del presidente Berisha.<span id="more-4328"></span> I valonesi, insieme a centinaia di migliaia di connazionali, hanno perso i loro risparmi in finanziarie-truffa e accusano il governo di non averli informati sulla pericolosità dell&#8217;azzardato investimento. Presto la città e il paese finiscono fuori il controllo governativo. E&#8217; proclamato lo stato di emergenza nazionale. Valona è in mano alle bande.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi balcanica impaurisce il Bel Paese, che nel 1991 è stato investito dai primi massicci esodi albanesi. I media menzionano la criminalità albanese. Su &#8220;La Stampa&#8221; del 27 febbraio 1997 si legge: <em>&#8220;Siamo di fronte a una vera e propria mafia&#8221;</em>. Sul &#8220;Corriere della Sera&#8221; (5 marzo &#8217;97) si afferma che &#8220;<em>l&#8217;Albania rischia di diventare per l&#8217;Italia ciò che la Colombia è per gli USA, con una osmosi sempre più forte fra trafficanti italiani e produttori di droga albanesi</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;anarchia d&#8217;oltre Adriatico è vissuta sulla Penisola con la paura dell&#8217;arrivo dei &#8220;barbari&#8221;. Con uno scambio di lettere il 25 marzo tra i ministri degli esteri dei due governi, viene introdotto un &#8220;pattugliamento difensivo&#8221; (espressione del titolare della Difesa di Roma Andreatta) sulle acque territoriali albanesi da parte della Marina italiana. Si prevede anche il ricorso a procedure di &#8220;harassment&#8221;, ovvero &#8220;azioni cinematiche di disturbo e di interdizione&#8221;. Alle 18.57 del 28 marzo, la sera del Venerdi Santo, la piccola motovedetta albanese &#8220;Kater i Rades&#8221; è speronata dalla corvetta &#8220;Sibilla&#8221; della Marina militare italiana. Il numero ufficiale dei morti è 81, 31 dei quali con meno di 16 anni. 34 i superstiti. Uno di loro, il bambino di 11 anni Elvis Isufi, si salva riuscendo ad aprire un oblò e a cacciarsi fuori dalla stiva della nave prima che essa affondi. E&#8217; la più grande tragedia del mare provocata dalle politiche di respingimento.<a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/17387704_il-naufragio-0.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4335" title="17387704_il-naufragio-0" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/17387704_il-naufragio-0-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro &#8220;Il naufragio. Morte nel Mediterraneo&#8221; (Feltrinelli, 2011) del giornalista tarantino Alessandro Leogrande (1977), vicedirettore del mensile &#8220;Lo Straniero&#8221;, è una coinvolgente inchiesta-racconto che ricostruisce i retroscena e i fatti sopratutto umani della vicenda dell&#8217;affondamento. I capitoli sono 25, con in appendice l&#8217;elenco delle 81 vittime. Ci sono dentro l&#8217;atmosfera di Valona all&#8217;inizio della rivolta contro Berisha (l&#8217;uomo forte di Tirana è lucidamente definito &#8220;uno dei simboli del bizantinismo albanese teso a riprodurre se stesso in forme nuove&#8221;), la storia di alcuni sopravissuti, il clima teso al comando navale di Taranto che commanda la &#8220;Sibilla&#8221; la sera della tragedia, la peripezia di un processo che nasce monco (1998) perchè la trascrizione delle bobine riguardanti le &#8220;perizie foniche&#8221; delle conversazioni intercorse quella sera non è completa. Sopratutto c&#8217;è la cronologia dell&#8217;inseguimento in alto mare effettuato dalle navi &#8220;Zeffiro&#8221; e &#8220;Sibilla&#8221; nei confronti della &#8220;Kater&#8221; prima del fatale impatto e l&#8217;assordante silenzio del governo ulivista di Prodi, che poi procederà al recupero del relitto della motovedetta. Il processo condannerà per naufragio colposo plurimo e omicidio colposo i comandanti delle due navi coinvolte Laudadio e Xhaferi.</p>
<p style="text-align: justify;">La tragedia della &#8220;Kater&#8221; si inserisce nel clima isterico creatosi nella Penisola durante una grave crisi in un paese vicino. Leogrande sentenzia che costituisce &#8220;una pietra di paragone, perchè, a differenza di molti altri [naufragi] avvolti nel silenzio, è possibile raccontarlo&#8221;. Il libro fa riflettere sulla assurdità umana dei respingimenti di clandestini in alto mare, difficilmente attuabili senza mettere a rischio la vita di chi si imbarca su navi controllate sovente dalla criminalità organizzata dei paesi di partenza. Ci ricorda, menzionando le cifre di altri naufragi, che il Mediterraneo e i mari adiacenti sono pieni di morti multinazionali che sono &#8220;numeri senza volto&#8221;, &#8220;senza storia&#8221; e &#8220;senza giustizia&#8221;, così tanti da far rabbrividire le coscienze e l&#8217;opinione pubblica dell&#8217;Occidente. Più che un problema di polizia e sicurezza il dramma dell&#8217;immigrazione clandestina racchiude in sè delle vite spezzate dalla insicurezza. L&#8217;aiutarci a non dimenticarlo è un grande merito del libro di Leogrande, giornalista sensibile alle tematiche dei stranieri aventi a che fare con l&#8217;Italia (si ricordi anche il suo ben noto &#8220;Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud&#8221;, Mondadori, 2008).</p>
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		<title>Elezioni parlamentari in Corea del Sud. Continuano le tensioni con Pyongyang</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 11:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Si prevede un anno importante per la politica della Corea del Sud, soprattutto vista la sua strategica collocazione geografica che la rende un attore importante per gli equilibri geopolitici dell&#8217;Estremo Oriente. Le elezioni di aprile per il rinnovo dell&#8217;Assemblea Nazionale e l&#8217;elezione, a dicembre, del nuovo Presidente, che andrà a sostituire Lee Myung-bak, saranno appuntamenti fondamentali nell&#8217;agenda politica sudcoreana.</p>
<p>La situazione interna è molto tesa ormai da qualche mese; l&#8217;opinione pubblica esprime a gran voce il proprio malcontento; infatti i due maggiori partiti coreani, il Grand National Party (GDP) (diventato Saenuri dal febbraio di quest&#8217;anno) e il Democratic United Party (DUP), secondo i sondaggi, continuano a godere di scarso consenso. Il persistente problema della corruzione della classe politica, l&#8217;idea che le misure economiche adottate dal governo conservatore di Lee non abbiano portato a miglioramenti, sono alla base del malcontento dei coreani i quali sentono sempre di più la necessità di sostanziali mutamenti politici.</p>
<p>Cambi che si sono già avvertiti nell&#8217;ottobre scorso in occasione dell&#8217;elezione di Park Won-soon a sindaco della capitale Seoul. Il neo sindaco, indipendente, è stato fermamente appoggiato da Ahn Cheol-soo, un professore e uomo d&#8217;affari, che ha incarnato pienamente i malumori della società coreana. Un campanello d&#8217;allarme da non sottovalutare per i partiti principali che sono usciti sconfitti da questa tornata elettorale. Ahn potrebbe quindi presentarsi come un vero pericolo per i candidati del Saenuri e del DUP per le elezioni presidenziali. Alcune fonti lo indicano già come possibile candidato.</p>
<p><em> <a rel="attachment wp-att-4307" href="http://www.eurosapiens.it/news/4306/elezioni-parlamentari-in-corea-del-sud-continuano-le-tensioni-con-pyongyang.html/attachment/index"><img class="alignleft size-full wp-image-4307" title="Scrutinio dei voti in un seggio" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/index.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a></em>I risultati delle elezioni parlamentari hanno visto la vittoria del partito conservatore Saenuri, al potere, che ha ottenuto 152 seggi sui 300 disponibili perdendo tuttavia 24 seggi rispetto alle elezioni precedenti. Una vittoria importante che servirà a dare slancio alla sua candidata, Park Geun-hye, in vista delle presidenziali di fine anno.</p>
<p>Al clima politico interno sudcoreano si aggiunge la continua minaccia di Pyongyang che pochi giorni fa ha lanciato un missile per mettere in orbita un satellite. La missione è fallita e il razzo si è disintegrato poco dopo il lancio. Per l&#8217;agenzia spaziale nordcoreana si trattava di una missione puramente scientifica, ma i governi di Tokyo e Seoul hanno visto questo gesto come l&#8217;ennesima provocazione del regime di Kim Jong-un.</p>
<p>Proteste si sono levate anche dagli Stati Uniti e da gran parte della comunità internazionale che hanno denunciato il fatto come una “grave minaccia alla sicurezza della regione”. Le Nazioni Unite hanno subito convocato una riunione d&#8217;emergenza del Consiglio di Sicurezza.</p>
<p><em><a rel="attachment wp-att-4308" href="http://www.eurosapiens.it/news/4306/elezioni-parlamentari-in-corea-del-sud-continuano-le-tensioni-con-pyongyang.html/attachment/images-33"><img class="alignright size-full wp-image-4308" title="Celebrazioni a Pyongyang per il centenario di Kim Il-sung" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/images59.jpg" alt="" width="279" height="181" /></a></em></p>
<p>L’industria missilistica nordcoreana, migliorata negli anni grazie anche alle collaborazioni con l&#8217;Iran, è uno dei settori di punta dell&#8217;economia paese dove tutto sembra rimasto come prima della morte di Kim Jong-il. Anche per la Corea del Nord si prospetta dunque un anno importante durante il quale, oltre a celebrare il centenario della nascita del “Grande Leader”, Kim Il-sung, punterà al rafforzamento della figura del giovane Kim Jong-un.</p>
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		<title>Macedonia, violenze etniche e stallo euroatlantico</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 08:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>GJERGJI KAJANA</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brutto inasprimento nelle relazioni interetniche in Macedonia, paese di circa due milioni di abitanti dove gli albanesi compongono il 25% della popolazione, la cui maggioranza è slavo macedone. Inoltre, a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Brutto inasprimento nelle relazioni interetniche in Macedonia, paese di circa due milioni di abitanti dove gli albanesi compongono il 25% della popolazione, la cui maggioranza è slavo macedone. Inoltre, a peggiorare il quadro complessivo, la repubblica balcanica subisce altresì uno stallo nell&#8217;avvicinamento a UE e NATO a causa del veto di Atene, che pretende di temere mire nazionalistiche del piccolo vicino sulla sua regione settentrionale denominata &#8220;Macedonia&#8221; e chiede a Skopje di cambiare il nome del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della dissoluzione della Jugoslavia (1991-1992) la Macedonia riuscì a staccarsi pacificamente da Belgrado. La controversia sul nome con i greci data da allora ed il nuovo paese venne ammesso all&#8217;ONU (aprile 1993) col nome FYROM (acronimo in inglese significante &#8220;Ex-Repubblica Jugoslava della Macedonia&#8221;). Il Palazzo di Vetro garantì un accordo greco-macedone (settembre 1995) con il quale Skopje cambiò la propria bandiera e un passaggio della costituzione visto come offensivo da Atene. Da parte sua, la Grecia accettava di non obiettare alle applicazioni di Skopje sottoposte con l&#8217;acronimo FYROM in organizzazioni internazionali. Ma nell&#8217;aprile 2008 i greci bloccarono la richiesta macedone di adesione alla NATO durante la riunione dell&#8217;Alleanza a Bucarest proprio a causa della perdurante disputa sul nome. All&#8217;UE la candidatura di Skopje è accettata dal 2005 ma Atene blocca l&#8217;inizio dei negoziati di adesione. La Corte Internazionale di Giustizia, interpellata da Skopje, ha ritenuto (dicembre 2011) contrario all&#8217;accordo interstatale del &#8217;95 il veto greco sull&#8217;adesione macedone alla NATO. L&#8217;ONU media la disputa attraverso il lavoro del diplomatico statunitense Nimetz, che considera la questione del nome di massima importanza per la sicurezza della regione. I macedoni ritengono la richiesta greca di cambiare nome al loro paese come un insulto alla loro identità nazionale. Il governo di Skopje spera che la riunione di alto livello della NATO che si terrà il 20-21 maggio a Chicago estenda un invito di adesione al paese o gli offra un partenariato strategico che metta lo spazio nazionale sotto l&#8217;ombrello protettivo dell&#8217;Alleanza senza dare alla FYROM il diritto di voto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stallo nell&#8217;avvicinamento all&#8217;Occidente non aiuta per niente le sempre delicate relazioni interetniche nel paese, le quali nel 2001 portarono la Macedonia sull&#8217;orlo della guerra civile, fermata in tempo dall&#8217;intervento della diplomazia occidentale. A fine febbraio un poliziotto macedone uccise due giovani albanesi a Gostivar dopo un alterco verbale poi diventato fisico. In risposta, gli albanesi tennerò proteste in varie città. A Skopje ci sono stati pestaggi su passeggeri da persone mascherate salite su autobus pubblici. Episodi reciproci di violenza interetnica si sono susseguiti per alcuni giorni. Il 16 marzo a Pristina (Kosovo) è stata lanciata una bomba molotov contro l&#8217;ambasciata macedone. Una marcia della pace si è tenuta il giorno dopo a Skopje.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/zx500y290_1790013.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4303" title="zx500y290_1790013" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/zx500y290_1790013-300x174.jpg" alt="" width="300" height="174" /></a>La sera del 12 aprile i corpi di 4 giovani tra i 18 e i 20 anni e di un altro uomo di 45 anni sono state ritrovate da alcuni pescatori vicino a un lago artificiale non lontano dal villaggio di Smiljkovci, a nord della capitale, con larghe ferite da arma da fuoco. Pressanti appelli alla calma sono stati lanciati dalle autorità, a partire dal presidente Ivanov e il ministro dell&#8217;interno Jankulovska, la quale afferma che non ci sono prove per legare le uccisioni a motivi di carattere etnico. Il 16 aprile la polizia ha impedito a gruppi di giovani macedoni di effettuare rappresaglie in un quartiere albanese nei pressi della valle del fiume Vardar. Si teme una recrudescenza di violenza etnica.</p>
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		<title>Generation 1992 : are you ready to start?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 17:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella Moschella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[﻿20-year-olds to voice views on EU in creativity competition!The European Commission is inviting all 20-year-old Europeans to get creative and voice their views on the single market by launching a...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">﻿20-year-olds to voice views on EU in creativity competition!<span id="more-4286"></span><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/Logo-92_cortado.png"><img class="alignright size-medium wp-image-4287" title="Logo 92_cortado" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/Logo-92_cortado-300x130.png" alt="" width="300" height="130" /></a>The European Commission is inviting all 20-year-old Europeans to get creative and voice their views on the single market by launching a creativity competition. The launch of the Generation 1992 creative competition marks 20 years since the creation of the single market, enabling freedom for the movement of goods, capital, people and services in 27 EU countries. But how do those born alongside the single market feel about it? To what extent are they aware of the freedoms offered by the single market, and how would they like to see it develop?20-year-olds are invited to share their views, experiences, insights and expectations of the single market by picking up a pen, paintbrush, camera, computer, tablet or mobile phone and letting their creativity flow! Submissions may be from individuals or groups, and should fall into one of the following categories: education and citizenship; jobs and entrepreneurship; culture and leisure; and consumers and environment.The competition kicks off on 11 April 2012. Its progress can be followed through the social media and the generation1992 website. 20 finalists will be invited to participate in the European Single Market Week in Brussels from October 15th to 19th 2012, where their winning entries will feature at the award ceremony on 15 October. Winners for each category will be offered 4-week internships in the European Institutions as well as in international companies. In addition, prizes including tablets, smartphones, cameras, MP3 players, vouchers and travel passes will be awarded on an on-going basis from April to September.For more information on the Generation 1992 Creative Competition, please visit <a href="http://www.generation1992.eu">www.generation1992.eu.</a></p>
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		<title>Convegno:  Donne e lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 09:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/images58.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4284" title="images" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/images58.jpg" alt="" width="240" height="200" /></a>﻿﻿﻿Il 18 APRILE 2012, dalle ore 18.00, presso l&#8217;Hotel Antico Palazzo Rospigliosi (Via Liberiana 21 &#8211; metro B, Cavour), si svolgerà il convegno &#8221; <strong>Donne e Lavoro</strong>: <strong>c’è posto per le donne nel mondo del lavoro?</strong>&#8220;, evento organizzato dall&#8217;associazione <em> KARAWAN</em>.<span id="more-4281"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tema centrale dell’evento è il ruolo della donna nel difficile mondo del lavoro, ora più chemai oggetto di discussione nelle aule parlamentari e punto di incontro/scontro nel mondo mediatico( tv, twitter, facebook, blog etc .. )Il Convegno si propone di dialogare in merito alla precarietà, alla bassa occupazione nel mondo del lavoro femminile, alla scarsa rappresentanza delle donne in Parlamento, nei luoghi di amministrazione delle aziende e del territorio. E poi ancora della mancanza di servizi a sostegno della maternità, quasi sempre a un contratto a tempo indeterminato per le lavoratrici dipendenti. Secondo il Rapporto sulla coesione sociale presentato da Inps, Istat e ministero del Lavoro, nel 2010, sono state circa 380mila le lavoratrici dipendenti che hanno beneficiato dell&#8217;astensione obbligatoria per maternità. Fra le neo-mamme, il 91% ha un contratto a tempo indeterminato (e vive al Nord nel 58% dei casi), il 9% a tempo determinato (di cui il 52% concentrato nel Sud e È evidente ormai che il divario di genere, nel mercato del lavoro italiano, è piuttosto accentuato, a partire dalle retribuzioni. Secondo il Rapporto, nel 2010 in media gli uomini hanno percepito una retribuzione più elevata (1.407 euro) rispetto alle donne (1.131 euro), circa il 20% in più. Non solo. Le donne guadagnano il 20% meno degli uomini e il 71,3% del lavoro familiare delle coppie è<br />
ancora a loro carico.</p>
<p style="text-align: justify;">Introdurrà il convegno il presidente dell’associazione Karawan Dott. Gustavo d’Arpe. Sono previsti gli interventi di: On. Lavinia Mennuni &#8211; Delegato del sindaco di Roma Capitale alle Pari Opportunità, Dott.ssa Sara Imperatori &#8211; Sindacalista C.I.S.L. Rieti, Dott.ssa Barbara Nevosi –Giornalista, Dott.ssa Federica De Benedetto, Blogger politica. Conclusioni: Dott. Stefano Gallon – segretario nazionale associazione Karawan. Modera: Dott.ssa Laura Barbuscia &#8211; giornalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine del convegno verranno raccolte le domande dei presenti e le più interessanti saranno presentate al Ministro Fornero, in modo da far arrivare la voce dei giovani e le loro problematiche nelle aule del Parlamento. Il Convegno ospiterà la mostra fotografica “Women at Work”, promosso da Karawan e che avrà come protagoniste alcune giovani fotografe romane. Le fotografie mostreranno la donna nel suo ambiente di lavoro. Tra queste, la più rappresentativa verrà premiata dall&#8217;onorevole Lavinia Mennuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Stampa:<br />
Laura Barbuscia<br />
Cell: 328-9352989<br />
E-mail: laurabarbuscia@live.it – redazione@karawan.it</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Sall vince in Senegal, impasse elettorale in Guinea Bissau</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 10:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Rossi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Senegal, avvenuto lo scorso 25 marzo, ha visto la vittoria di Macky Sall con il 65% delle preferenze, distaccando di oltre 30 punti percentuali il suo avversario, l&#8217;85enne Abdoulaye Wade che si era candidato per un controverso terzo mandato consecutivo. Il primo turno elettorale svoltosi il mese precedente ha, tuttavia, visto Wade ottenere la maggior parte dei consensi, il 34,8%,  ma non sono stati sufficienti ad ottenere direttamente la poltrona presidenziale.</p>
<div id="attachment_4259" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a rel="attachment wp-att-4259" href="http://www.eurosapiens.it/news/4258/sall-vince-in-senegal-impasse-elettorale-in-guinea-bissau.html/attachment/senegal_macky_sall"><img class="size-medium wp-image-4259" title="Macky Sall" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/senegal_macky_sall-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Macky Sall, nuovo Presidente del Senegal</p></div>
<p>Durante tutta la campagna elettorale sono state registrate frequenti proteste in tutto il paese: secondo alcune fonti, gli scontri in piazza per la nuova candidatura di Wade, hanno provocato una decina di morti e la Croce Rossa senegalese ha parlato di più di 150 feriti. Le operazioni di voto si sono, in ogni caso, svolte senza particolari problemi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla fine l&#8217;ha spuntata Macky Sall, 50 anni, che ha ricoperto dal 2004 l&#8217;incarico di Primo Ministro nominato dallo stesso Wade e che ha raccolto le adesioni degli altri dodici candidati rimasti fuori dal ballottaggio. Si è concluso così il lungo mandato di Wade durato ben 12 anni; un presidente che ha sin dall&#8217;inizio portato avanti una sorta di “politica culturale” recuperando le tradizioni del paese e riallacciandosi a Senghor, primo presidente del Senegal e da molti considerato tra i più importanti intellettuali africani del XX secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sall ha giurato lo scorso 1 aprile come quarto presidente del paese dal 1960, anno di indipendenza dalla Francia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Più complicata, invece, si sta rivelando la situazione nella vicina Guinea Bissau dove le elezioni presidenziali sono state indette in seguito alla morte del Presidente Malam Bacai Sanhá nel mese di gennaio in seguito a una malattia. Fino ad ora nessun presidente è mai riuscito a portare a termine un intero mandato dal 1994, anno dell&#8217;introduzione del multipartitismo nel paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 18 marzo si è svolta la prima tornata elettorale che ha portato al ballottaggio Carlos Gomes Júnior, candidato del Partito Africano per l&#8217;Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC ora al potere) e attuale Primo Ministro, che ha sfiorato il 49% dei voti e Koumba Yala, del Partito di Rinnovamento Sociale (PRS) con il 23% dei consensi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-4260" href="http://www.eurosapiens.it/news/4258/sall-vince-in-senegal-impasse-elettorale-in-guinea-bissau.html/attachment/a-woman-casts-her-vote-on-march-18-2012"><img class="alignright size-medium wp-image-4260" title="Fila in un seggio della capitale Bissau" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/141519727-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p>Nonostante gli osservatori internazionali nel paese, quali l&#8217;ONU, l&#8217;Unione Europea e l&#8217;Unione Africana non abbiano registrato irregolarità durante le operazioni di voto, cinque dei nove candidati, tra cui Yala, non hanno riconosciuto la vittoria di Gomes Júnior sostenendo gravi brogli ed hanno chiesto di annullare l&#8217;esito delle votazioni.</p>
<p>I candidati alla presidenza hanno più volte puntato il dito contro il “regime” di Gomes Júnior accusato di fomentare un clima di terrore tra la popolazione e di distogliere l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica dalle irregolarità elettorali. La Commissione Nazionale Elettorale di Bissau ha comunque respinto le richieste dei candidati di annullare le elezioni in quanto non è previsto dalla legge ed ha inoltre stabilito che il ballottaggio si terrà il 22 aprile prossimo. Entrambe le parti sono state invitate a portare avanti una campagna elettorale pacifica e libera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Yala, però, continua a minacciare di non presentarsi al ballottaggio ed ha portato la questione all&#8217;attenzione del Tribunale Supremo di Giustizia del Paese.</p>
<p>In questi giorni la Comunità Economica degli Stati dell&#8217;Africa Occidentale (CEDEAO) ha convocato un vertice per cercare di trovare una soluzione pacifica all&#8217;impasse elettorale in Guinea Bissau con l&#8217;obiettivo primario di mantenere la sicurezza nel paese e scongiurare lo scoppio di eventuali colpi di stato.</p>
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		<title>Moldavia finalmente un Presidente della Repubblica. L&#8217;Unione plaude la scelta e la Moldavia si avvicina sempre più all&#8217;Europa Unita</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 16:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Maiuri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/141420670.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4250" title="Moldova's President-elect Nicolae Timoft" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/141420670-300x133.jpg" alt="" width="300" height="133" /></a>Il paese più povero d&#8217;Europa ha finalmente un Presidente della repubblica dopo 917 giorni di stallo. Nicolae Timofti è stato eletto presidente della Moldavia il 16 marzo scorso, dopo una crisi politica che durava da quando, nel 2009, ebbe fine la legislatura del comunista Vladimir Voronin. Tra il 2009 e il 2010 si sono svolte tre elezioni senza che la coalizione di maggioranza fosse in grado di raggiungere quota 62 voti su 101, ovvero i tre quinti del parlamento, necessari, secondo la costituzione moldava, per eleggere il presidente della repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">A sostenere la candidatura di Timofti è stata l’Alleanza per l’Integrazione Europea, una coalizione di tre partiti liberal-democratici che sostengono la necessità per la Moldavia, un paese di 4 milioni di abitanti senza sbocco sul mare e racchiuso tra Ucraina e Romania, di avvicinarsi all’Unione Europea. I tre voti decisivi per eleggere Timofti sono arrivati da tre parlamentari che facevano parte del partito comunista all’opposizione, il quale nel frattempo ha cercato di boicottare la votazione e ha chiesto che si tornasse a votare al più presto per far scegliere ai cittadini moldavi una nuova maggioranza di governo capace di eleggere un presidente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente, secondo la costituzione moldava, ha soprattutto funzioni di rappresentanza, è il garante della costituzione e promulga le leggi approvate dal parlamento. Timofti è un giudice di grande esperienza, già a capo del Consiglio della Magistratura della Moldavia, ed è considerato un politico indipendente. La sua elezione scongiura l’organizzazione di nuove elezioni politiche che, secondo alcuni sondaggi, avrebbero rischiato di chiudersi ancora una volta in parità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima dichiarazione ufficiale Timofti ha affermato di voler sostenere le aspirazioni europee del primo ministro Vlad Filat, a capo del partito liberal-democratico, e ha sottolineato come la Moldavia debba lottare duramente contro la corruzione, molto diffusa nel paese. Uno dei primi punti che il parlamento dovrà affrontare ora sarà la modifica della costituzione per rendere più semplice l’elezione del presidente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Segreti Bancari</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 12:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/images57.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4242" title="images" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/images57.jpg" alt="" width="269" height="187" /></a>STEFANO SPINA &#8211; La Svizzera è da sempre considerata da molti un modello di efficienza, pragmatismoe correttezza.<span id="more-4241"></span> Questo piccolo paese nel cuore dell&#8217;Europa è diventato unodei più ricchi del mondo, grazie alla sua posizione strategica nel circuito economico europeo, alla politica di neutralità &#8211; perseguita già a partire dai patti defensionali e sancita formalmente con la dichiarazione della Dieta Federale del 1674 &#8211; alla preparazione militare delle sue truppe mercenarie al soldo dei potenti di mezza Europa, alla superiorità tecnica e di innovazione della sua industria di precisione e, soprattutto, grazie al discusso e controverso modello digestione dei capitali finanziari stranieri. Già Jean Ziegler(1), rinomato sociologo e politico svizzero, ha affrontato con decisionee dovizia di particolari &#8211; a partire dagli anni &#8217;70 del secolo scorso &#8211; la spinosa questione del segreto bancario, ripercorrendo con precisione la rete di interconnessioni e ramificazioni finanziarie del sistema economico elvetico a livello internazionale. In una recente pubblicazione a cura dell&#8217;Istituto per la Politica Internazionale di Milano(2) è presente un piccolo ma succoso capitolo nel quale si affronta il tema, da una prospettiva invero meno politicamente schierata di quella del sociologo di Thun. Qui si fa chiaro come il sistema bancario svizzero, sorto sulle fortune accumulate dall&#8217;industria del mercenariato, si è andato poi sviluppando grazie alla formazione delle grandi banche a partire dal secolo XIX. Si venne quindi a formare quella che è correntemente chiamata la “piazza finanziaria svizzera”(3): le banche svizzere hanno accumulato capitali finanziari, assieme ad un considerevole know-how di settore, inserite come sono in una fitta rete a livello globale di relazioni economiche e finanziarie. Così è venuto a crearsi un modello swiss-specific, basato su una gestione professionalee discreta ai limiti del maniacale, supportata da una ferrea legislazione a tutela della segretezza e riservatezza su natura e provenienza dei patrimoni depositati4.Questo modello ha avuto invero degli aspetti particolarmente opinabili circa la conduzione etica e deontologica. Come si evince ormai anche da pubblicazioni ufficiali durante la II Guerra Mondiale le banche elvetiche furono protagonistedi un’immensa ricezione di capitali di dubbia provenienza, anche e soprattutto dai paesi dell’Asse, in primis il III Reich(5).Una prima sanatoria si ebbe con l’accordo di Washington del 1946(6), compromesso che salvò il segreto bancario, pur garantendo la ricerca dei capitali“germanici”. Ciò in realtà contribuì a diffondere a livello mondiale l’idea della Svizzera quale sicura cassaforte di capitali di qualsivoglia &#8211; per quanto dubbia e sporca &#8211; provenienza. Un’ulteriore sfida per l’immagine delle banche svizzere è stata quindi l’arrivo crescente di denaro sporco(7), derivante da attività illecite(8). Inoltre la Confederazione è stata accusata spesso di nascondere, attraverso il segreto bancario, patrimoni provenienti da sottrazione(9) alle agenzie delle entrate, in particolar modo americane ed europee. Tale sfida per la trasparenza e la giustizia &#8211; accettata soltanto dal Partito Socialista Svizzero &#8211; non è mai stata accolta dal popolo elvetico, che ha bocciato il referendum federale del 1984 proposto proprio dal PSS. Nonostante alcuni piccoli passi in avanti, esistono ancora spaventose resistenzenei confronti di una maggiore apertura del sistema finanziario: questo aspetto èdeterminante anche per quanto riguarda l’atteggiamento di chiusura che dei cittadini elvetici nei confronti di una possibile adesione allo Spazio Economico Europeo (ancora scottante è la bocciatura del referendum del 1992). La questione politica, visto anche l’emergere della attuale crisi finanziaria, nonpuò che surriscaldarsi e portare a nuovi risvolti(10).</p>
<p style="text-align: justify;">Trasparenti, si spera.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<h6 style="text-align: justify;">Note</h6>
<h6 style="text-align: justify;">1 Ziegler J., Una Svizzera al di sopra di ogni sospetto, Milano 1976</h6>
<h6 style="text-align: justify;">2 Ratti R. (a cura di), Leggere la Svizzera, Bellinzona 2004</h6>
<h6 style="text-align: justify;">3 Guex S., Piazza finanziaria, in DSS online (al 29 marzo 2012)</h6>
<h6 style="text-align: justify;">4 Legge Federale sulle Banche e le Casse di Risparmio (LB) 8 novembre 1934, che comporta(art. 47 LB) responsabilità penale, oltre alla previsione di responsabilità civile (della banca come del singolo impiegato) ex Codice Civile e Codice delle Obbligazioni (artt. 2 e28 CC, artt. 97, 394 e 398 CO)</h6>
<h6 style="text-align: justify;">5 Thomas Schlup, Capitale, movimenti di, in DSS online (al 29 marzo 2012)</h6>
<h6 style="text-align: justify;">6 Url: http://www.admin.ch/ch/i/rs/i9/0.982.1.it.pdf</h6>
<h6 style="text-align: justify;">7 Ziegler J., La Svizzera lava più bianco, Milano 1990</h6>
<h6 style="text-align: justify;">8 Soltanto dal 1990 esiste la previsione nel Codice Penale di una sanzione per chiunquenon compia i necessari accertamenti sui patrimoni accettati dalla Banca (art. 305 novellato)pur continuando ad esistere conti cifrati che di fatto tutelano maggiormente, nei confrontidella maggior parte degli stessi impiegati dell’istituto depositario, la riservatezza delpatrimonio e la segretezza del depositante.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">9 Di particolare importanza è la distinzione per il diritto tributario svizzero tra frode fiscalee sottrazione fiscale. Su tale distinzione si fonda in realtà gran parte della controversiatra Svizzera, USA, UE ecc. Per frode fiscale (fattispecie penalmente rilevante anche in CH) si intenda il tentativo di ingannare volontariamente il fisco, ad esempio tramite falsificazionedi documenti; per sottrazione fiscale (coperta invece dal segreto bancario elvetico,in quanto non punibile penalmente) si intenda l’omissione, intenzionale o meno, didichiarare di redditi o patrimoni al fisco.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">10 Come le convenzioni di doppia imposizione siglate dalla Svizzera nel 2009, ulteriorecompromesso raggiunto da Berna per tutelare il segreto bancario e allo stesso tempo tentaredi acquietare le spinte &#8211; interne ed esterne &#8211; verso un ridisegno complessivo del sistema finanziario elvetico.</h6>
<h6 style="text-align: justify;">Si ricorda che avevamo già parlato della questione in <a href="http://www.eurosapiens.it/news/1657/il-segreto-bancario-svizzero.html">Il Segreto Bancario svizzero </a>- Manuela Pisaniello- Giugno 2010- ma oggi più che mai data la situazione economica finanziaria dell&#8217;Italia e i possibili accordi sull&#8217;evasione fiscale all&#8217;estero riproponiamo per poi dar vita successivamente ad un focus specifico sulla questione.</h6>
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		<title>Ludere non laedere: sport e vita</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 11:43:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/23.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-4237" title="23" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/23-550x330.jpg" alt="" width="465" height="279" /></a>MAILA PISTOLA &#8211; Mercoledì 21 marzo 2012, si è svolta a Civita Castellana (Vt), un evento sportivo dell’A.S.D.  Yama Arashi G.P., tanto agognato e atteso. Un evento, all’insegna della “<em>Promozione dello Sport a Scuola”</em>, nel caso specifico, del Judo e della Difesa personale, presso la struttura sportiva dell’Istituto Tecnico Industriale Statale “U. Midossi”.<span id="more-4226"></span></div>
<p style="text-align: justify;">A coronare quest’impresa sportiva, degna d’ogni lode sotto tutti i profili, le illustri presenze del Dirigente scolastico dell’I.T.I.S. “U. Midossi”, il Professor Franco Chericoni, la Presidente del Consiglio d’Istituto, la Professoressa Maria Antonietta Dobboloni , l’assessore comunale alla formazione e all’istruzione, il Professore Giancarlo Contessa  e l&#8217;export manager Diego Rossi, dirigente della Ceramica Catalano srl.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ospiti del Maestro tecnico federale FIJLKAM, Giuseppe Pistola, Presidente dell’A.S.D.,  sono stati accolti calorosamente da tutti gli atleti e dal pubblico intorno. Al discorso di benvenuto, il Maestro Pistola, ha fatto seguire l’esplicazione del “Progetto Sport a Scuola FIJLKAM”, di cui si è fatto promotore interno, grazie alla fitta collaborazione con la Fijlkam , la sola Federazione riconosciuta ed autorizzata dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano a disciplinare e gestire in Italia l’attività sportiva e promozionale del Judo, ed a rappresentarla all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il Judo&#8221;, è intervenuto Pisola,  &#8221; è presente nelle forme previste dalla normativa in vigore nei Giochi Sportivi Studenteschi, appartiene all’area degli Sport Situazionali, caratterizzati da attività Neuro-Cognitivo-Motoria particolarmente efficace per lo sviluppo di funzioni fondamentali  per lo sviluppo dell’individuo in età evolutiva. Il Judo, è una disciplina, che sotto il profilo antropologico, ha segnato il percorso evolutivo dell’Umanità. Con la nascita delle Olimpiadi moderne, attraverso i meccanismi della ritualizzazione e dell’inclusione nella dimensione ludico-sportiva, il Judo, ha conosciuto una grande diffusione nel Continente Europeo, grazie soprattutto ai notevoli benefici psico-fisici che portano ai praticanti.”</p>
<p style="text-align: justify;">Si è passati poi, alla dimostrazione della pratica del Judo, da parte dei più piccoli judoka del Maestro Pistola, che dal sesto anno d’età in su, hanno esibito coraggio e collaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste una forte domanda da parte delle Famiglie che ne vedono le valenze educative e formative. Questo si evince anche dalle statistiche presentate dal CIO a livello internazionale e da un’indagine pubblicata dal periodico il “Sole 24 Ore Sport”.</p>
<p style="text-align: justify;">Agonismo e sportività, gioventù impegnata nel Judo e nella Difesa Personale, spirito di collaborazione e conoscenza, assieme ad un eccellente organizzazione hanno reso questo evento davvero degno di plauso.</p>
<div style="text-align: justify;">Un ringraziamento particolare a tutti gli atleti, agonisti e amatoriali, che hanno fattivamente contribuito al successo dell&#8217;iniziativa. Al prossimo successo!</div>
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		<title>Are gender equality quotas necessary?</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 11:08:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.eurosapiens.it/uploads/download3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4224" title="download" src="http://www.eurosapiens.it/uploads/download3.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a>FRANCESCO VOLPE &#8211; Women&#8217;s role in modern society is characterized by multiple critical points, first of all the plight that sees them forced to fight daily against gender discrimination in the workplace.<span id="more-4223"></span>The increasing insecurity of the labor market, the persistent disparities in the access to different professions and the inadequacies of the conciliation instruments are all elements preventing real equalization of opportunities in a working world born and conceived for the male gender.</p>
<p style="text-align: justify;">This month, Members of the European Parliament have had to confront each other on the need to introduce quotas in order to balance the presence of both genders in the workplace. Duringthe annual report on gender equality on March 12th 2012, Dutch MEP Sophia In&#8217;t Veld said she was &#8220;surprised&#8221; by the controversy that the issue of quotas had generated, and added that “doing nothing is not an option”.</p>
<p style="text-align: justify;">Efforts are needed in order to concretely take charge of women&#8217;s needs and include them inelectoral programs, starting by establishing an equal gender representation in the composition oflocal governments to develop an administrative strategy closer to gender-based needs. Only thepromotion of equality between men and women can encourage the participation of the fair sex inpolitical life.Justice Commissioner Viviane Reding commented on how the only countries showing real progresswere the ones which already had quotas, such as France and the Netherlands.<br />
The Commission, however, pointed out the differences between EU countries on the gender issue: in fact, while women make up 27% of boards in the largest Finnish companies and 26% in Latvia,percentages are much more daunting in countries like Malta and Cyprus, where they barely reach3% and 4% respectively.<br />
Finnish MEP Sirpa Pietikäinen reported to the Parliament on women&#8217;s role in politics, suggestingthat electoral quotas should be considered as a way of increasing the number of female politicians,and warned that political parties not doing enough to promote gender equality in their candidateslists may even incur sanctions.<br />
The daily voting session on March 13th 2012 saw the In&#8217;t Veld report passing by 361 votes to 268,while the Pietikäinen report was adopted by 508 votes to 124.</p>
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