OLTRE LA CRISI LA NOMINA DEL NUOVO PRESIDENTE BCE: TRA L’UOMO DELLA LIRA E QUELLO DEL MARCO

Mentre la crisi infuria in tutta Europa e gli scenari diventano sempre più foschi, non sfugge che la nomina del futuro governatore della Banca Centrale Europea, per quanto ancora lontana (il mandato dell’attuale, Jean-Claude Trichet scade ad ottobre 2011), sta già creando screzi tra gli stati europei e la decisione di assegnare la poltrona di vice presidente al portoghese Vitor Constancio, avvenuta a febbraio, ha complicato ulteriormente la questione.

La scelta sembra ormai tra due candidati: il numero uno di Bankitalia, Mario Draghi, e il governatore del Bundesbank, Axel Weber. Quest’ultimo avrebbe dalla sua non solo l’appoggio di Constancio, ma anche una legge non scritta di ripartizione geografica, secondo la quale se il vicepresidente è del sud Europa, il presidente deve essere del nord.

Ad aggravare il tutto, compaiono le dichiarazioni del Ministro delle Finanze tedesco il quale, per sostenere il suo connazionale, ha inviato un’informativa ai suoi sherpa comunitari in cui chiede che «bisogna evitare che l’italiano arrivi alla presidenza della Bce», e l’attacco a Draghi da parte del tabloid Bild che, partendo dall’affermazione «questo italiano in nessun caso. Un italiano, ci mancava altro» arriva a definirlo «un uomo della lira! Che era la moneta con un numero infinito di zeri».

Nel ripercorrere la sua carriera, il tabloid tedesco ha definito Draghi come un sottile intellettuale romano, ha sottolineato il suo modo elegante di vestire, ha reso noto che è docente all’università di politica economica e finanza, ha ricordato che ha assunto la carica di direttore esecutivo della Banca Mondiale, ma ha posto sopratutto in evidenzia il fatto che è stato un banchiere d’investimento della Goldman Sachs a Londra, la banca che dal 2001 ha aiutato la Grecia a truccare il suo debito per l’Ue con dubbie speculazioni finanziarie.

Secondo il Bild, Draghi, che a quell’epoca veniva chiamato “Super Mario” ed era responsabile dei rapporti con gli “stati e le agenzie statali”, «non vuole avere niente a che fare con l’imbroglio greco». A sostegno delle posizioni del candidato italiano ci sono le dichiarazioni della Banca d’Italia che ha affermato che  «l’operazione con la Grecia è stata fatta prima dell’arrivo di Draghi in Goldman Sachs».

Dopo aver criticato Draghi, il periodico tedesco è passato a tessere le lodi di Weber, spiegando il motivo per cui «questo tedesco deve diventare» il nuovo presidente della Bce, evidenziando tra l’altro che «l’uomo è cresciuto con una moneta forte: con il marco tedesco» ed è «capace di dire di no quando i politici non vanno troppo per il sottile e vogliono aprire il rubinetto dei soldi». L’attacco dalla Germania a possibili nomine italiane segue quello del Financial Times che aveva bocciato, il giorno prima, la candidatura di Geronzi al vertice delle Generali stendendo un red carpet ai francesi.

L’asse franco-tedesco sembra ormai collaudato ed il sostegno del governo francese a Weber potrebbe essere ripagato con la sostituzione di Gertrude Tumpel-Gugerell (la cui carica  termina nel maggio 2011) con un proprio uomo di fiducia per far parte del board della Banca Centrale e– dicono i ben informati – ottenendo per il suo rappresentante la carica di capo economista della Bce, oggi ricoperta dal tedesco Jurgen Stark.

Ma i giochi non sembrano chiusi. Oltre al fatto che manca un bel po’ all’elezione del nuovo governatore della BCE, c’è una serie di Paesi che non accetterebbero di buon grado il dominio franco-tedesco: dall’Olanda all’Austria, dalla Spagna alla Grecia, dalla Slovenia alla Slovacchia. Un gruppo di capitali che potrebbe dunque ostacolare la corsa di Weber, il quale, tra l’altro, gode di poca simpatia da parte di alcuni ambienti dell’Unione Europea che lo considerano un “falco”, impulsivo, poco incline al compromesso, e da parte di chi lo ritiene totalmente dipendente dal governo Merkel.

A favore di Draghi, invece, ci potrebbe proprio essere proprio l’appoggio del grande capitale anglo-americano, derivante proprio dai suoi rapporti d’affari e di amicizia con la Goldam Sachs.

Attendiamo nuovi sviluppi.

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