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	<title>Commenti per Eurosapiens</title>
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		<title>Commenti su YIF &#8211; Young International Forum di Domenico Maiuri</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/yif-young-international-forum/comment-page-1#comment-3080</link>
		<dc:creator>Domenico Maiuri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 21:00:28 +0000</pubDate>
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		<description>Noi ci siamo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Noi ci siamo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su PROGETTO APE*: NEL MONDO ESPLODE IL FENOMENO “NEET” di MANUELA PISANIELLO</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3770/progetto-ape-nel-mondo-esplode-il-fenomeno-%e2%80%9cneet%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-3065</link>
		<dc:creator>MANUELA PISANIELLO</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 01:47:46 +0000</pubDate>
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		<description>Bisogna ammettere che resta irrisolto il quesito sul rapporto corretto tra politica e mercato, essendo evidente la sudditanza cui oggi è relegata la politica. Ciò che in particolar modo preoccupa è il mancato ottimismo in merito agli sbocchi, sul breve periodo, di questa crisi politica, sociale, morale, culturale che investe in modo particolarmente virulento i giovani e, per questo può lasciare una profonda screpolatura nella qualità della vita personale e della convivenza sociale. Credo in una rivoluzione di COSCIENZA e di CONOSCENZA per prendere consapevolezza dei mondi che ci circondano, e per porre maggiore attenzione alle decisioni che vengono varate per il nostro futuro. Coloro che oggi sono identificati come NEET appaiono come automi, ma li definirei vampiri della società. Aumentano il numero della popolazione in auge, che sembra ormai nella suo miglior momento storico nella conquista del mondo e in particolare dell&#039;Italia, i zombi o comunemente conosciuti evasori fiscali. Sono i figli di una politica fatta di scelte poco attente alle esigenze e i bisogni della comunità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna ammettere che resta irrisolto il quesito sul rapporto corretto tra politica e mercato, essendo evidente la sudditanza cui oggi è relegata la politica. Ciò che in particolar modo preoccupa è il mancato ottimismo in merito agli sbocchi, sul breve periodo, di questa crisi politica, sociale, morale, culturale che investe in modo particolarmente virulento i giovani e, per questo può lasciare una profonda screpolatura nella qualità della vita personale e della convivenza sociale. Credo in una rivoluzione di COSCIENZA e di CONOSCENZA per prendere consapevolezza dei mondi che ci circondano, e per porre maggiore attenzione alle decisioni che vengono varate per il nostro futuro. Coloro che oggi sono identificati come NEET appaiono come automi, ma li definirei vampiri della società. Aumentano il numero della popolazione in auge, che sembra ormai nella suo miglior momento storico nella conquista del mondo e in particolare dell&#8217;Italia, i zombi o comunemente conosciuti evasori fiscali. Sono i figli di una politica fatta di scelte poco attente alle esigenze e i bisogni della comunità.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;Emigrazione Tutta Italiana di MANUELA PISANIELLO</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3490/unemigrazione-tutta-italiana.html/comment-page-1#comment-3064</link>
		<dc:creator>MANUELA PISANIELLO</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 00:44:13 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Oggi il lettore ha una responsabilità e un dovere civile. Abbandonare il pensiero istantaneo del nostro linguaggio Twitter, non ubbidire più alla dittatura del &quot;mi piace&quot; di Facebook. Qui non ci sarà niente che puo&#039; piacere. (…) Noi non siamo qui per divertire, ma per disturbare. Smettiamo di essere indignati e cominciamo a disturbare. Le bombe della carta e le molotov d&#039;inchiostro sono le armi migliori per tentare di sconfiggere non una dittatura ma un regime democratico come quello attuale dove informazione e comunicazione sono ridotte a favole. Ma il vero senso di una favola non è quello di creare dei lettori volta...pagina, ma dei lettori consapevoli. Perchè il senso di una favola non è farci vedere che esistono i draghi, ma farci comprendere che i Draghi si possono combattere.&quot; Questo è quello che scrive l’ideatore di una rivista in cui mi sono imbattuta..ritengo che sia semplicemente fantastica questa premessa che è in linea con lo stile giornalistico della stessa. Non è un tributo ad un giornale diverso da quello su cui scrivo, ma intendo evidenziare che su Eurosapiens non si raccontano di draghi nelle favole da combattere, ma gli articoli rappresentano la semplice espressione di una passione di chi vuole condividere la conoscenza. E i nostri lettori lo sanno bene per questo ci leggono numerosi da tutto il mondo. E lungi da me attraverso i miei articoli essere un elemento di disturbo al Sig. Caputo che esprime liberamente il suo giudizio e per cui forse mi dovrei ritenere “onorata”?! Ma lo stile così furente, da far trapelare persino un irritazione nei confronti di un giudizio che è evidentemente e opportunamente positivo, mi consente di essere apparentemente sorpresa e per nulla onorata. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che hanno apposto un commento pertinente alla tematica affrontata. È sempre cosa gradita. Ma Sig. Caputo, converrebbe con me che sarebbe troppo facile, ascoltare solo i buoni giudizi e su quelli crogiolarsi; se solo, aggiungo io, fosse dubitabile che tale articolo non sarebbe ben fatto. “Siamo tutti dei geni, ma se un pesce viene giudicato in base alla sua capacità di arrampicarsi su un albero, si sentirà uno stupido per tutta la vita”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Oggi il lettore ha una responsabilità e un dovere civile. Abbandonare il pensiero istantaneo del nostro linguaggio Twitter, non ubbidire più alla dittatura del &#8220;mi piace&#8221; di Facebook. Qui non ci sarà niente che puo&#8217; piacere. (…) Noi non siamo qui per divertire, ma per disturbare. Smettiamo di essere indignati e cominciamo a disturbare. Le bombe della carta e le molotov d&#8217;inchiostro sono le armi migliori per tentare di sconfiggere non una dittatura ma un regime democratico come quello attuale dove informazione e comunicazione sono ridotte a favole. Ma il vero senso di una favola non è quello di creare dei lettori volta&#8230;pagina, ma dei lettori consapevoli. Perchè il senso di una favola non è farci vedere che esistono i draghi, ma farci comprendere che i Draghi si possono combattere.&#8221; Questo è quello che scrive l’ideatore di una rivista in cui mi sono imbattuta..ritengo che sia semplicemente fantastica questa premessa che è in linea con lo stile giornalistico della stessa. Non è un tributo ad un giornale diverso da quello su cui scrivo, ma intendo evidenziare che su Eurosapiens non si raccontano di draghi nelle favole da combattere, ma gli articoli rappresentano la semplice espressione di una passione di chi vuole condividere la conoscenza. E i nostri lettori lo sanno bene per questo ci leggono numerosi da tutto il mondo. E lungi da me attraverso i miei articoli essere un elemento di disturbo al Sig. Caputo che esprime liberamente il suo giudizio e per cui forse mi dovrei ritenere “onorata”?! Ma lo stile così furente, da far trapelare persino un irritazione nei confronti di un giudizio che è evidentemente e opportunamente positivo, mi consente di essere apparentemente sorpresa e per nulla onorata. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che hanno apposto un commento pertinente alla tematica affrontata. È sempre cosa gradita. Ma Sig. Caputo, converrebbe con me che sarebbe troppo facile, ascoltare solo i buoni giudizi e su quelli crogiolarsi; se solo, aggiungo io, fosse dubitabile che tale articolo non sarebbe ben fatto. “Siamo tutti dei geni, ma se un pesce viene giudicato in base alla sua capacità di arrampicarsi su un albero, si sentirà uno stupido per tutta la vita”.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Syria&#8217;s challenges di GJERGJI KAJANA</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3679/syrias-challenges.html/comment-page-1#comment-3056</link>
		<dc:creator>GJERGJI KAJANA</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 19:03:19 +0000</pubDate>
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		<description>I believe things will go speedily toward a civil war if the Arab League doesn&#039;t impose a ceasefire to Bashar. Civilians are killed by dozens each day and the protesters will not accept empty promises from the regime.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I believe things will go speedily toward a civil war if the Arab League doesn&#8217;t impose a ceasefire to Bashar. Civilians are killed by dozens each day and the protesters will not accept empty promises from the regime.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;Emigrazione Tutta Italiana di Salvi Caputo</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3490/unemigrazione-tutta-italiana.html/comment-page-1#comment-3055</link>
		<dc:creator>Salvi Caputo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 08:59:16 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio outis,

Onestamente non capisco il suo contributo. Lei fa un analisi &quot;diciamo giornalistica&quot; a difesa dell&#039; articolo. Ma personalmente non ne vedo nessuna necessità, visto che nei contributi che la precedono non si evince nessuna critica mossa in tal senso all&#039;autrice. Anzi! leggo solo parole di assenso.
Le ricordo inoltre che i tre aspetti fondamentali del giornalismo contemporaneo sono: l&#039; accuratezza, la brevità e la chiarezza. Il primo e più importante è proprio la precisione. Un articolo può anche essere coinvolgente e caratterizzato da uno stile impeccabile ma se manca di precisione, non ha alcun valore. 
Poi, se vogliamo puntualizzare, l&#039;organizzazione o struttura di un articolo viene spesso descritta come una piramide invertita. In sostanza, un giornalista dispone gli elementi più rilevanti ed essenziali a partire dall&#039;inizio dell&#039;articolo stesso &quot;principio top-loading&quot;. Segue poi l&#039;informazione di supporto in ordine decrescente di importanza dove l&#039;elemento strutturale di maggiore rilevanza in assoluto è senza dubbio l&#039;attacco. Questo è l&#039;ABC che dovrebbe tener conto chiunque scrive un articolo di dominio pubblico.Caratterisctiche che io non ho  riscontrato nell&#039; articolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio outis,</p>
<p>Onestamente non capisco il suo contributo. Lei fa un analisi &#8220;diciamo giornalistica&#8221; a difesa dell&#8217; articolo. Ma personalmente non ne vedo nessuna necessità, visto che nei contributi che la precedono non si evince nessuna critica mossa in tal senso all&#8217;autrice. Anzi! leggo solo parole di assenso.<br />
Le ricordo inoltre che i tre aspetti fondamentali del giornalismo contemporaneo sono: l&#8217; accuratezza, la brevità e la chiarezza. Il primo e più importante è proprio la precisione. Un articolo può anche essere coinvolgente e caratterizzato da uno stile impeccabile ma se manca di precisione, non ha alcun valore.<br />
Poi, se vogliamo puntualizzare, l&#8217;organizzazione o struttura di un articolo viene spesso descritta come una piramide invertita. In sostanza, un giornalista dispone gli elementi più rilevanti ed essenziali a partire dall&#8217;inizio dell&#8217;articolo stesso &#8220;principio top-loading&#8221;. Segue poi l&#8217;informazione di supporto in ordine decrescente di importanza dove l&#8217;elemento strutturale di maggiore rilevanza in assoluto è senza dubbio l&#8217;attacco. Questo è l&#8217;ABC che dovrebbe tener conto chiunque scrive un articolo di dominio pubblico.Caratterisctiche che io non ho  riscontrato nell&#8217; articolo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;Emigrazione Tutta Italiana di outis</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3490/unemigrazione-tutta-italiana.html/comment-page-1#comment-3051</link>
		<dc:creator>outis</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:11:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.eurosapiens.it/?p=3490#comment-3051</guid>
		<description>A mio sommesso avviso, per vari ed articolati motivi, l’articolo è ben fatto. 
Intanto l’incipit: l’inquadramento storico iniziale è utilissimo per far comprendere al lettore di cosa si sta parlando e, soprattutto, della misura del fenomeno, oggetto dell’articolo: l’emigrazione italiana; un avvenimento, questo, che ci accompagna da oltre un secolo.
Non si tralascia nemmeno l’odierna “transumanza” dei giovani italiani che rifuggono dalla situazione stagnante e dalla scarsa valutazione del merito, caratteristiche proprie del mercato del lavoro italiano.
Utilissimo, ancora, l’apporto di statiche ufficiali riferite  ad alcuni episodi emblematici della giovane Repubblica italiana che di fatto rispecchiano l’esigenza, in modo particolare del Mezzogiorno, di fuggire da una situazione emergenziale continua nonostante gli enormi aiuti statali e di privati cittadini i quali scivolano inesorabilmente verso mille rivoli – anche illegali (ndr).
Tuttavia, non si dimentica l’apporto eccellente dato dall’emigrazione italiana a quei Paesi che hanno ospitato – magari prima con sospetto e solo successivamente con rispetto (ndr) – le nostrane maestranze e genialità che hanno contribuito a far grande il nome dell’Italia e, gran peccato, a far crescere soltanto quelle Nazioni.
Inoltre, si è citato un aspetto del fenomeno italico dell’emigrazione che di solito viene dimenticato: i lavoratori transfrontalieri, soggetti economici da tempo sotto i riflettori per la campagna denigratoria di una componente della “società civile” svizzera.
Sono stati, altresì, menzionati alcuni spunti utilissimi a ottenere dall’emigrazione non unicamente effetti negativi, come la perdita di manodopera qualificata, la riduzione della natalità, la fuga di cervelli, ma anche conseguenze positive, quali l’utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche e del territorio, e l’apporto delle comunità italiane all’estero in termini di nuove idee e nuove speranze.
Leggendo l’articolo, infine, sembra mancare il racconto di vita, ovvero di un pezzo di quello enorme affresco della storia italiana che, sebbene è piccola cosa, riesce a colorare di esperienza e di realtà vera un’esposizione del fenomeno che, ad un disattento lettore, potrebbe essere scambiata per una semplice descrizione di dati storici e statici. Tuttavia, non è così: l’idea di inserire a fine “pezzo” la testimonianza brillante e piena di emozioni di una persona vicina all’Autrice, riesce a far letteralmente cadere il lettore nella nuda e cruda realtà di un giovane emigrato, suscitando ordinatamente sentimenti di nostalgia, rassegnazione, speranza, consapevolezza che le scelte fatte andavano fatte, senza guardare indietro, e che la vita, tante volte, ti porta lontano; ma i veri affetti rimangono sempre.
Complimenti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A mio sommesso avviso, per vari ed articolati motivi, l’articolo è ben fatto.<br />
Intanto l’incipit: l’inquadramento storico iniziale è utilissimo per far comprendere al lettore di cosa si sta parlando e, soprattutto, della misura del fenomeno, oggetto dell’articolo: l’emigrazione italiana; un avvenimento, questo, che ci accompagna da oltre un secolo.<br />
Non si tralascia nemmeno l’odierna “transumanza” dei giovani italiani che rifuggono dalla situazione stagnante e dalla scarsa valutazione del merito, caratteristiche proprie del mercato del lavoro italiano.<br />
Utilissimo, ancora, l’apporto di statiche ufficiali riferite  ad alcuni episodi emblematici della giovane Repubblica italiana che di fatto rispecchiano l’esigenza, in modo particolare del Mezzogiorno, di fuggire da una situazione emergenziale continua nonostante gli enormi aiuti statali e di privati cittadini i quali scivolano inesorabilmente verso mille rivoli – anche illegali (ndr).<br />
Tuttavia, non si dimentica l’apporto eccellente dato dall’emigrazione italiana a quei Paesi che hanno ospitato – magari prima con sospetto e solo successivamente con rispetto (ndr) – le nostrane maestranze e genialità che hanno contribuito a far grande il nome dell’Italia e, gran peccato, a far crescere soltanto quelle Nazioni.<br />
Inoltre, si è citato un aspetto del fenomeno italico dell’emigrazione che di solito viene dimenticato: i lavoratori transfrontalieri, soggetti economici da tempo sotto i riflettori per la campagna denigratoria di una componente della “società civile” svizzera.<br />
Sono stati, altresì, menzionati alcuni spunti utilissimi a ottenere dall’emigrazione non unicamente effetti negativi, come la perdita di manodopera qualificata, la riduzione della natalità, la fuga di cervelli, ma anche conseguenze positive, quali l’utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche e del territorio, e l’apporto delle comunità italiane all’estero in termini di nuove idee e nuove speranze.<br />
Leggendo l’articolo, infine, sembra mancare il racconto di vita, ovvero di un pezzo di quello enorme affresco della storia italiana che, sebbene è piccola cosa, riesce a colorare di esperienza e di realtà vera un’esposizione del fenomeno che, ad un disattento lettore, potrebbe essere scambiata per una semplice descrizione di dati storici e statici. Tuttavia, non è così: l’idea di inserire a fine “pezzo” la testimonianza brillante e piena di emozioni di una persona vicina all’Autrice, riesce a far letteralmente cadere il lettore nella nuda e cruda realtà di un giovane emigrato, suscitando ordinatamente sentimenti di nostalgia, rassegnazione, speranza, consapevolezza che le scelte fatte andavano fatte, senza guardare indietro, e che la vita, tante volte, ti porta lontano; ma i veri affetti rimangono sempre.<br />
Complimenti!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;Emigrazione Tutta Italiana di Salvi Caputo</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3490/unemigrazione-tutta-italiana.html/comment-page-1#comment-3045</link>
		<dc:creator>Salvi Caputo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 15:16:09 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039; articolo, mi tocca molto, anche perchè sono un emigrato anch&#039;io e anche se la mia partenza dall&#039;Italia è avvenuta per una pura scelta di carriera, contiene in se tutte quelle emozioni che chiunque lascia la sua terra vive. Vorrei lasciarvi uno spunto di riflessione e una rettifica. Lo spunto è del mio amico e paesano Salvatore Inglese che dice: &quot;L&#039;emigrazione non si costituisce come un evento neutro ma come congiuntura critica generale e persistente che si impone come fattore di perturbazione dei meccanismi di regolazione dell&#039;individuo e del gruppo.Per ciò stesso essa deve essere fronteggiata con molteplici strumenti culturali e psicologici. Essa si manifesta come periodo di transizione ambivalente, come un&#039;occasione di sviluppo che contiene anche un rischio concreto di perdita e di dissoluzione&quot;. La rettifica all&#039;articolo è questa: non sono gli accordi di doppia imposizione fiscale che tutelano i frontalieri. Le Convenzioni contro le doppie imposizioni dal punto di vista giuridico sono trattati internazionali con i quali i Paesi (anche extra EU)contraenti regolano l’esercizio della propria potestà impositiva.

Tali trattati hanno il fine di eliminare il duplice assoggettamento a tassazione sui redditi e/o sul patrimonio di tutti i ripettivi residenti (fiscali) e anche di prevenire l&#039;evasione e l’elusione fiscale. In particolare i frontalieri Svizzeri sono tutelati fiscalmente dall&#039;accordo del 1974 che è precedenta all firma dell&#039;accordo italo-svizzero che è del 1976 (anche se adesso ne fa parte integrante).
Mi spiace, che questa puntualizzazzione tecnica faccia perdere un po di &quot;poesia&quot; dell&#039;articolo. Ma spero che l&#039;autrice perdoni una mia &quot;deformazione professionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; articolo, mi tocca molto, anche perchè sono un emigrato anch&#8217;io e anche se la mia partenza dall&#8217;Italia è avvenuta per una pura scelta di carriera, contiene in se tutte quelle emozioni che chiunque lascia la sua terra vive. Vorrei lasciarvi uno spunto di riflessione e una rettifica. Lo spunto è del mio amico e paesano Salvatore Inglese che dice: &#8220;L&#8217;emigrazione non si costituisce come un evento neutro ma come congiuntura critica generale e persistente che si impone come fattore di perturbazione dei meccanismi di regolazione dell&#8217;individuo e del gruppo.Per ciò stesso essa deve essere fronteggiata con molteplici strumenti culturali e psicologici. Essa si manifesta come periodo di transizione ambivalente, come un&#8217;occasione di sviluppo che contiene anche un rischio concreto di perdita e di dissoluzione&#8221;. La rettifica all&#8217;articolo è questa: non sono gli accordi di doppia imposizione fiscale che tutelano i frontalieri. Le Convenzioni contro le doppie imposizioni dal punto di vista giuridico sono trattati internazionali con i quali i Paesi (anche extra EU)contraenti regolano l’esercizio della propria potestà impositiva.</p>
<p>Tali trattati hanno il fine di eliminare il duplice assoggettamento a tassazione sui redditi e/o sul patrimonio di tutti i ripettivi residenti (fiscali) e anche di prevenire l&#8217;evasione e l’elusione fiscale. In particolare i frontalieri Svizzeri sono tutelati fiscalmente dall&#8217;accordo del 1974 che è precedenta all firma dell&#8217;accordo italo-svizzero che è del 1976 (anche se adesso ne fa parte integrante).<br />
Mi spiace, che questa puntualizzazzione tecnica faccia perdere un po di &#8220;poesia&#8221; dell&#8217;articolo. Ma spero che l&#8217;autrice perdoni una mia &#8220;deformazione professionale.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;Emigrazione Tutta Italiana di valeria</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3490/unemigrazione-tutta-italiana.html/comment-page-1#comment-3026</link>
		<dc:creator>valeria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 18:28:52 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per l&#039;articolo, affronta una tematica attualissima, che purtroppo o per fortuna noi giovani abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Concordo con klyzia, viviamo in un paese in cui ci viene offerto poco spazio, l&#039;età media è alta e difficilmente si intravedono prospettive interessanti, o comunque per costruirsele occorre impiegare sforzi che esigono sacrifici abnormi. Sarebbe auspicabile che oggigiorno l&#039;opportunità di partire all&#039;estero o spostarsi nel nostro territorio fosse una scelta, un modo per fare carriera, ma non è così, perchè è una vera e propria costrizione...si vive nella dicotomia TUTTO O NIENTE ....donna in carriera o disoccupata in giro a vuoto per la città!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per l&#8217;articolo, affronta una tematica attualissima, che purtroppo o per fortuna noi giovani abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Concordo con klyzia, viviamo in un paese in cui ci viene offerto poco spazio, l&#8217;età media è alta e difficilmente si intravedono prospettive interessanti, o comunque per costruirsele occorre impiegare sforzi che esigono sacrifici abnormi. Sarebbe auspicabile che oggigiorno l&#8217;opportunità di partire all&#8217;estero o spostarsi nel nostro territorio fosse una scelta, un modo per fare carriera, ma non è così, perchè è una vera e propria costrizione&#8230;si vive nella dicotomia TUTTO O NIENTE &#8230;.donna in carriera o disoccupata in giro a vuoto per la città!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Uscire dall’euro senza uscire dall’Unione? di GJERGJI KAJANA</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/ue/3565/uscire-dall%e2%80%99euro-senza-uscire-dall%e2%80%99unione.html/comment-page-1#comment-3020</link>
		<dc:creator>GJERGJI KAJANA</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 16:48:14 +0000</pubDate>
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		<description>Giustissima l&#039;affermazione che il tempo per la veloce modifica dei Trattati latita.
La soluzione più praticabile è permettere alla BCE di agire come una vera banca europea. I costi del fallimento dell&#039;euro sono ignoti tranne la quasi certezza che peseranno su tutti, membri euro o non.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giustissima l&#8217;affermazione che il tempo per la veloce modifica dei Trattati latita.<br />
La soluzione più praticabile è permettere alla BCE di agire come una vera banca europea. I costi del fallimento dell&#8217;euro sono ignoti tranne la quasi certezza che peseranno su tutti, membri euro o non.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;Emigrazione Tutta Italiana di klyzia82</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3490/unemigrazione-tutta-italiana.html/comment-page-1#comment-3019</link>
		<dc:creator>klyzia82</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 10:53:24 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno,

purtroppo emigrare è un&#039;esigenza di vita non più una scelta. L&#039;Italia ormai lascia speranze nulle ai giovani che si trovano &quot;costretti&quot; ad andare all&#039;estero. L&#039;ITALIA E&#039; DIVENTATO UN PAESE PER ANZIANI!!!!
Mi trovo,mio malgrado,a sottolineare questa affermazione nei miei 29 anni.
CHE AMAREZZA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno,</p>
<p>purtroppo emigrare è un&#8217;esigenza di vita non più una scelta. L&#8217;Italia ormai lascia speranze nulle ai giovani che si trovano &#8220;costretti&#8221; ad andare all&#8217;estero. L&#8217;ITALIA E&#8217; DIVENTATO UN PAESE PER ANZIANI!!!!<br />
Mi trovo,mio malgrado,a sottolineare questa affermazione nei miei 29 anni.<br />
CHE AMAREZZA</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un&#8217;Emigrazione Tutta Italiana di Megalexandros</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/news/3490/unemigrazione-tutta-italiana.html/comment-page-1#comment-3018</link>
		<dc:creator>Megalexandros</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 08:15:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.eurosapiens.it/?p=3490#comment-3018</guid>
		<description>L&#039;emigrazione italiana, al di là delle opinabili venature romantiche di cui è stata talvolta rivestita, ha rappresentato, e rappresenta tutt&#039;ora, una profonda ferita nella storia dell&#039;Italia, in particolar modo per le terre del Mezzogiorno che in questo senso hanno pagato un doloroso contributo per la crescita del Paese. Con sobrietà, e cura dei dati, l&#039;articolo ripercorre l&#039;epopea dei nostri connazionali che, armati di valige di cartone, hanno affrontato gli oceani per cercare un riscatto negatogli in Patria.
Giustamente, in finale, l&#039;autrice ci ammonisce tutti a non sentirci italiani solo durante le competizioni calcistiche, ma a ritrovare quell&#039;orgoglio e quella forza, che già furono dei nostri Padri, e che mai come oggi sono indispensabili per affrontare il delicato momento socio-politico che stiamo attraversando.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;emigrazione italiana, al di là delle opinabili venature romantiche di cui è stata talvolta rivestita, ha rappresentato, e rappresenta tutt&#8217;ora, una profonda ferita nella storia dell&#8217;Italia, in particolar modo per le terre del Mezzogiorno che in questo senso hanno pagato un doloroso contributo per la crescita del Paese. Con sobrietà, e cura dei dati, l&#8217;articolo ripercorre l&#8217;epopea dei nostri connazionali che, armati di valige di cartone, hanno affrontato gli oceani per cercare un riscatto negatogli in Patria.<br />
Giustamente, in finale, l&#8217;autrice ci ammonisce tutti a non sentirci italiani solo durante le competizioni calcistiche, ma a ritrovare quell&#8217;orgoglio e quella forza, che già furono dei nostri Padri, e che mai come oggi sono indispensabili per affrontare il delicato momento socio-politico che stiamo attraversando.</p>
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		<title>Commenti su Elettrosmog: la Cassazione condanna Radio Vaticana a risarcire gli abitanti di Cesano di Cinzia</title>
		<link>http://www.eurosapiens.it/ambiente/2613/elettrosmog-la-cassazione-condanna-radio-vaticana-a-risarcire-gli-abitanti-di-cesano.html/comment-page-1#comment-3014</link>
		<dc:creator>Cinzia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 16:17:44 +0000</pubDate>
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		<description>Era ora che qualcosa iniziarse a muoversi. Sono fermamente convinta che l&#039;inquinamento elettromagnetico o elettrosmog che dir si voglia, genera problemi per la nostra salute. Spero che sia possibile rimuovere alcune antenne per la telefonia che sono ormai omnipresenti in ogni luogo anche quelli architettonicamente più pregiati, guardate ad esempio le foto pubblicate alla pagina &lt;a href=&quot;http://www.rischio-elettromagnetico.it/inquinamento-elettromagnetico.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;inquinamento elettromagnetico.&lt;/a&gt; Se le compagnie non hanno rispetto per quello che si vede, figuriamoci per le onde elettromagnetiche che sono invisibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era ora che qualcosa iniziarse a muoversi. Sono fermamente convinta che l&#8217;inquinamento elettromagnetico o elettrosmog che dir si voglia, genera problemi per la nostra salute. Spero che sia possibile rimuovere alcune antenne per la telefonia che sono ormai omnipresenti in ogni luogo anche quelli architettonicamente più pregiati, guardate ad esempio le foto pubblicate alla pagina <a href="http://www.rischio-elettromagnetico.it/inquinamento-elettromagnetico.html" rel="nofollow">inquinamento elettromagnetico.</a> Se le compagnie non hanno rispetto per quello che si vede, figuriamoci per le onde elettromagnetiche che sono invisibili.</p>
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