MARIA FRANCESCA STAIANO – Molte persone temono il primo censimento che è stato annunciato dal Governo cinese. Le famiglie temono che l’amministrazione tolga il velo sulle migliaia di persone non registrate presso gli appositi Uffici del Governo. A causa della legge sulla pianificazione familiare, inserita nella legge sul matrimonio e che pone tra gli obblighi gravanti su entrambi i coniugi il dovere di osservare le norme che impongono la “one-child policy”, molti bambini non registrati rischiano di essere ufficialmente dichiarati “illegali”. Le conseguenze legate alla scoperta di persone nate al di fuori della legge sono multe sovradimensionate per i genitori, perdita di parte della proprietà agricola (se si tratta di famiglie che risiedono in zone rurali), nonchè l’esclusione, peraltro già perpetrata, dei bambini dai loro diritti essenziali, quali il diritto all’istruzione e il diritto alle cure mediche.
Ma il primo censimento cinese interessa l’Occidente anche al fine di conoscere l’effettivo capitale umano su cui può contare la Cina. Ci si aspetta che la popolazione sia molto più numerosa di quanto stimata fino ad oggi (1,4 miliardi di persone). Il dato sarà utile non solo a riformulare il calcolo della parità di potere di acquisto (PPP), cioè cosa si può comprare con 10 yuan in Cina e con 10 dollari negli Stati Uniti, ma anche a fornire una quantificazione dei potenziali acquirenti dei nostri prodotti esportati, specialmente beni di lusso. Il risultato del censimento fornirà anche dati in ordine al grado di inurbamento della popolazione, che oggi si considera uno dei problemi di maggior rilievo in Cina, a causa della massiccia emigrazione dalle campagne verso le grandi metropoli (Pechino, Shang Hai, Canton, Tianjin) per ottenere un lavoro con condizioni economiche e sociali più dignitose.
Tuttavia, dopo aver svolto questo calcolo, la Cina dovrà fare i conti con l’effettiva possibilità di accesso ai servizi fondamentali garantiti ai propri cittadini. E si otterrà, quindi, la misura del lavoro che il Governo dovrà svolgere per migliorare le condizioni di vita delle persone in base a tali criteri, recentemente rinforzati dalla legislazione cinese, nel tentativo di un adeguamento con gli standards internazionali.
Da non sottovalutare, infine, i dati demografici “puri” che emergeranno. Secondo quanto stimato da numerosi istituti di ricerca americani e cinesi, in Cina è in corso un progressivo invecchiamento della popolazione e un notevole tasso differenziale tra uomini e donne. Recentemente, infatti, sono stati svolti numerosi studi demografici in cui è emerso un notevole gap tra il numero complessivo di persone di sesso maschile e di sesso femminile, con un notevole incremento del genere maschile. Ciò è ormai direttamente imputabile alla preferenza espressa dai genitori cinesi per i figli maschi. Per rientrare nelle previsioni sul figlio unico, infatti, essi si rivolgono a pratiche abortive selettive per non rischiare di avere una figlia femmina. Secondo la tradizione cinese, le figlie femmine sono considerate un peso per le famiglie, mentre i figli maschi rappresentano un elemento di sicurezza economica e familiare maggiore. Nonostante la previsione di numerose disposizioni volte ad eliminare questa discriminazione, il ricorso agli aborti selettivi è ancora preponderante.
Insomma, i dati del censimento ufficiale del Governo sono molto attesi e per le stime riguardanti i futuri sviluppi dell’economia internazionale.
Ad onor del vero, bisognerà fare i conti con l’incertezza dei risultati che si otterranno. Una cosa è certa, però, al di là delle variabli numeriche che verranno affermate soprattutto dagli occidentali per cercare di arginare le conseguenze dei numeri cinesi, i dati che si ipotizzano sono enormi.





