
Naoto Kan, 63 anni, ex ministro dell’economia e leader del Partito Democratico (DPJ), é il nuovo premier giapponese. La sua elezione é avvenuta dopo le dimissioni di Yukio Hatoyama, che nel settembre scorso aveva vinto le storiche elezioni, riuscendo a spodestare il Partito Liberale Democratico (LDP) di tendenza conservatrice, che per più di 50 anni aveva ininterrottamente governato il paese.
La causa principale delle dimissioni di Hatoyama é stata la decisione di mantenere la base USA di Futenma nell’arcipelago di Okinawa. Nonostante si sia sempre pronunciato a favore dello spostamento della base, Hatoyama non é riuscito a venire incontro alle richieste degli abitanti dell’arcipelago che ne volevano una ricollocazione.
Questa scelta é stata resa pubblica tramite un discorso televisivo nel quale Hatoyama ha deciso di non trasferire la base, in quanto “indispensabile per garantire la sicurezza nella regione del Pacifico”. Lo stesso ha poi aggiunto: “Mi scuso con la popolazione giapponese per non aver mantenuto le promesse”. E così si é dimesso da ogni carica politica.
La decisione di Hatoyama ha avuto pesanti ripercussioni fin dentro la sua coalizione, arrivando ad una rottura della stessa e all’allontanamento di uno dei partiti (il Partito Socialdemocratico), che aveva lasciato il governo nei giorni precedenti le dimissioni.
L’indice di popolarità di Hatoyama era drasticamente sceso, nel giro di pochi mesi, al 17% ed a peggiorare la sua posizione ci sono stati numerosi scandali di finanziamenti occulti che lo hanno visto protagonista. Insieme a lui si é dimesso anche il numero due del partito, Ichiro Ozawa, conosciuto come lo “shogun nell’ombra” e considerato uno dei politici più influenti del Paese.
Hatoyama é il quarto premier che si dimette in Giappone in meno di 4 anni. Nel 2006 venne eletto Shinzo Abe, ma la sconfitta nelle elezioni della Camera Alta del 2007 lo portarono alle dimissioni. La stessa sorte toccò anche al suo successore, Yasuo Fukuda, che fu vittima di una mozione di sfiducia e che nel settembre 2008 diede le dimissioni. Taro Aso, l’allora ex ministro degli Esteri prese il suo posto, ma dovette fare fronte alla grave crisi economica che aveva colpito il Giappone. In seguito al risultato delle elezioni di alcune prefetture della zona di Tokyo, Aso indisse le elezioni nell’agosto 2009 che furono vinte, con un ampio scarto, dal Partito Democratico di Hatoyama.
Cosa ci si aspetta da Kan? In primis, una soluzione per lo spostamento – o almeno una riduzione della presenza americana – della base di Okinawa. La settimana scorsa, infatti, insieme al Presidente americano Obama, Kan ha firmato un accordo a tal fine. “Continuerò gli sforzi per raggiungere gli obiettivi dell’accordo” – ha affermato nella sua prima dichiarazione da neo premier.
Tra i settori da rinforzare, vi è l’economia, attraverso una riforma del settore fiscale e il miglioramento della sicurezza sociale. “Il mio compito é quello di ricostruire il Paese”. Con queste parole Kan ha affermato il suo impegno nei confronti dei giapponesi.
Kan avrà anche il compito di mantenere unita la coalizione di governo e alti i consensi al suo partito in vista del rinnovo della Camera Alta che avverrà a luglio.
Negli ultimi anni, il paese del Sol Levante ha subìto diversi cambi di potere e come conseguenza una poca continuità di linea politica. Sarà Kan l’uomo che riporterà il Giappone ad un equilibrio politico?




