MAILA PISTOLA - Padre del Made in Italy, Iniziatore del prêt-à-porter e Presidente onorario della Camera Nazionale della Moda. Di chi stiamo parlando? Naturalmente di Beppe Modenese il quale, in occasione del convegno tenutosi giovedì 7 aprile 2011, presso l’aula magna di ortopedia dell’Università Sapienza di Roma, ha svelato ad un’aula gremita di studenti capitolini, i preziosi segreti del fashion system internazionale. Notato e richiesto anche al di fuori del nostro Bel Paese, in modo particolare dal Giappone, racconta di essersi interessato alla moda perchè ai suoi tempi si guadagnavano 15.000 lire in più! E di strada, da allora, ne ha fatta davvero tanta!
Da semplice antiquario, venne scelto nel 1951 da professionisti del calibro di Giovanni Battista Giorgini, il quale fu il primo ad aver organizzato sfilate collettive a Firenze con compratori e stampa internazionale al seguito. Modenese inizia a emergere a cavallo tra gli anni settanta- ottanta e nel 1998 viene eletto Presidente onorario della Camera della Moda italiana.
Calmo e sicuro, Modenese spiega all’uditorio studentesco di aver vissuto con molto entusiasmo il suo approdo giovanile nel campo della Moda, sottolineando che “le cose hanno successo se le si fanno con convinzione. Bisogna desiderarle.”
Dalla Professoressa Sofia Gnoli, organizzatrice e coordinatrice dell’evento, gli viene posta la domanda su chi sia stato il primo stilista della storia della moda italiana: ” Walter Albini”, risponde prontamente. “Fu un vero artista”, ricorda, “e ciò che lo interessava più di tutto era creare”.
Laura Biagiotti, Valentino e Ken Scott sono i nomi di alcuni artisti che il Presidente ha avuto la fortuna di conoscere e studiare personalmente. Ricorda che ognuno di loro aveva una specialità. Laura Biagiotti viene ricordata come “signora della maglia” e lo stilista Missoni lo colpì per gli splendidi disegni su maglia, grazie ai quali divenne famoso. Particolare spazio il Presidente Modenese riserva allo stilista Ken Scott. Americano, nato come artista, arriva in Italia e compone dei tessuti straordinari. Inventore della cosidetta “Longuette” e del “Bateau” , la scollatura rotonda. ”Italiano nei colori, ma non nella Moda”.
Il punto centrale della lezione è stata l’analisi del rapporto tra i due Stilisti amici-nemici italiani, Armani e Versace, che agli esordi si trovarono ad emergere insieme. Il presidente Modenese li definisce “due facce della stessa medaglia”. L’ospite rivela inoltre, con tono sarcastico, che “Armani vestiva le mogli e Versace le amanti.”
“Armani era molto riservato”, ricorda, “self conscious e non aveva mai dubbi su quello che poteva fare. Era, come tutt’oggi lo è, fortemente legato a una tradizione.Versace, invece viene definito più frivolo e allegro. Vestendo le donne le faceva sentire femmine. Mentre le donne di Armani sono signore per bene ed eleganti. Tra loro vi fu molta competizione.”
I compratori di allora, ricorda l’ospite, erano per lo più tedeschi, mentre oggi il mercato è incentrato sui Cinesi e Giapponesi. Per sfatare il mito che la Moda interessa solo le donnette, “I più grandi artisti sono uomini”, rivela rombante il Presidente Modenese, definire infatti la Moda come una mera espressione femminile è una concezione troppo frivola”, sottolinea. “Le sfilate moda uomo avvengono due volte l’anno, al pari di quelle femminili.”
Il Presidente si concede alle numerose domande e curiosità degli studenti universitari presenti e quando gli viene richiesto quale siano le figure professionali delle industrie di Moda, il Presidente elenca per primo le figure basi che sono il Disegnatore di moda, da cui partono le idee, e i responsabili del Marketing, che conoscono i mercati e le relative esigenze. Poi sottolinea che recentemente sono emerse nuove figure prima inesistenti quali i Responsabili delle comunicazioni, che hanno i contatti con i giornalisti, i Registi delle sfilate e i Datori di luce, figura da non sottovalutare, per l’aspetto delle sfilate-spettacolo. L’ultimo posto spetta ai compratori.
Un’altra domanda che gli viene rivolta è sul futuro delle sfilate e il suo punto di vista. La sfilata ha una componente umana, sottolinea. Le mannequin. Il vestito vive sulle persone che lo indossano. Ma stiamo subendo una delocalizzazione in Cina, nazione interessata alla creatività dei nostri stilisti e al nostro modo di interpretare la Moda, perchè i clienti moderni sono attenti alla Moda, non succubi.
Alla fine dell’evento, la Professoressa Gnoli (qui in foto, n.d.r.) rivela, cercando conferma nelle parole di risposta del Presidente, che fu proprio lui a scoprire gli stilisti Dolce&Gabbana. Sul motivo della scoperta, l’ospite rivela che sentì un desiderio di innovazione all’interno della Moda italiana, così chiese ai suoi collaboratori alcuni nomi degli stilisti emergenti, li studiò e li scelse. Li convinse a venire a Milano per esporre le loro creazioni sul palco degli stilisti emergenti, allestito per l’occasione con la forma di un Ring da boxe, voluta dallo stesso Presidente, come allegoria della lotta per emergere nel mondo della Moda.
La ricetta finale che riassume l’incontro con un personaggio di tale livello, è una ma di grande importanza per noi giovani studenti: credere nelle proprie potenzialità. perché il successo nella è dovuto solo alle capacità ed alla tenacia del singolo. Questo è l’unico, semplice segreto del successo.




