L’haute couture alla Sapienza: Capucci e la sua arte visiva

MAILA PISTOLA – Lo scorso 31 Marzo, presso l’Aula Magna di Lettere e Filosofia dell’Università Sapienza di Roma, si è svolto il sesto incontro del progetto “I professionisti della Moda” organizzato e diretto dai Docenti universitari Sofia Gnoli e Roberto Mascilongo. Ospite dell’incontro? Il couturier Roberto Capucci. Lina WertmüllerFranca Sozzani, il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, la Principessa Pallavicini, l’attrice Valentina CorteseMarylin Monroe e il soprano Raina Kabaivanska, i nomi delle grandi donne che scelsero il suo atelier a Trinità dei Monti. ”Mi sento bella quando indosso i suoi vestiti, e per una donna questo è tutto”, rivelò il soprano Kabaivanska.

A Firenze, presso la Galleria Pitti, è esposto un gruppo di abiti delineati dalla tempra sicura e vincente tipica di Capucci. Il Maestro, infatti,disegnò il costume da vestale per Maria Callas in Casta Diva, nell’Arena di Verona. Matita nera e schizzi su fogli. Prima la Forma e poi il Colore. Il tutto, unito a una “rielaborazione incessante”, fa di Roberto Capucci un Maestro del disegno.

“Dal modello, si passa alle sarte, poi ad una rielaborazione di 12-18 settimane per creare un modello che consta di 80-160 metri di tessuto georgette, raso e taffetà. La seta usata proviene da setifici di Roma, Firenze e Lione.

Da dove nutre la sua creatività? Il Maestro antepone la sua cultura liceale artistica, da cui apprese la passione nel creare forme e linee. “Il viaggiare nei musei”, spiega, “mi dona forti ispirazioni ed emozioni per creare. I miei vestiti dovranno essere indossati da donne di carattere, dotate di grinta e intelligenza. La bellezza femminile a cui mi ispiro”, aggiunge, “non è quella apparente e fugace delle modelle ma quella che racchiude un fascino nascosto, da scoprir pian piano.”

Il couturier ama a tal punto le sue creazioni da affermare di sentirsi geloso dei suoi abiti in mostra nei Musei di Berlino, Londra e Vienna. Nel 1986, Roberto Capucci, partecipa, assieme ai massimi stilisti dell’epoca, all’evento “I Dogi della Moda“, una gara tra professionisti per creare la più bella maschera di carnevale. Il vincitore? Roberto Capucci con la “Donna Gioiello”, rivelante una “gaiezza di forme e colori unita a minaccia inquietante, dove all’apice della felicità balena il termine della vita.”

Nel 1995, Roberto Capucci partecipa alla Biennale di Venezia del Centenario con i suoi 12 abiti-sculture ispirati ai minerali. “L’abito,” definisce il Maestro,” è una scultura da abitare.”

L’attrice Valentina Cortese, ama definirli ” immensi fiori velati di mistero che aprono e schiudono i loro petali come per incanto. Sognanti sculture, ventagli meravigliosi che esplodono di colori”.

Nel 1982, il Maestro decide di non sfilare più insieme ai suoi colleghi. Questo fu l’anno in cui nacque in Italia la voga di sfilare nelle Piazze d’arte. Capucci si rifiuta. Gli facevano “orrore” , commenta, “gli spettacoli delle sarte e dei modelli”, tanto che si dimise dalla Camera della Moda e decise di sfilare, solo quando si sarebbe sentito pronto, nei Musei, nelle Ambasciate o Università.

Ma come si è avvicinato alla Moda? Aprì di nascosto dalla madre una sartoria, grazie al patrigno. Elisa Cegoni e Denis Duranti, furono le sue prime clienti. Roberto Capucci balzò agli occhi del celebre Giorgini e della famosa Fallaci con cui sostenne una “lunga e bella intervista”. L’indomani, si ritrovò le foto sulle riviste. L’abito “nove gonne” fu un trionfo per il Maestro. Indossato dalla celebre Marylin Monroe. Rappresentò l’amore della scultura unito al colore nell’epoca del New Look.  L’idea gli balenò, racconta, da un sasso buttato in uno stagno e dai cerchi che si crearono attorno, da cui derivò l’immagine delle nove gonne. 

” Ho iniziato a far moda a vent’anni, finita la guerra. La popolazione aveva gioia di vivere e divertirsi, al contrario di oggi. Questo è ciò che manca oggi. L’Alta moda sta morendo. Non ci sono più donne milionarie che comprano. Non c’è più personale nè ricamatrici. Fare Alta Moda al giorno d’oggi è un’azzardo finanziario. Non c’è più manodopera nè tessuti.”

Roberto Capucci ha creato una fondazione per i giovani dove si svolgono seminari su taglio, tessuto, colore, plissèè.  ”I ragazzi”, rivela lo stilista,”amano vedere il bello, il creativo. Un abito semplice e non costoso”.

L’amore dello stilista per la moda si legge nelle sue parole: “Io amo disegnare, per me disegnare è come respirare”. La sua visione della donna, è chiara:” Ogni donna ha un suo stile. Una che ha carattere non vuole seguire la moda ma il suo stile. Io non impongo, seguo la cliente, cerco di capire il suo carattere”. In conclusione: “Se uno è sexy lo è col cervello, negli occhi, nella pelle…non nel vestito.” Grazie Maestro.

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