La “Vanita’” dell’On. Alcide De Gasperi

CARLO CINI – Da anni mi trovo spesso a ricercare, nei tanti mercatini  in Alto Adige e nel Tirolo, vecchi giornali ed altri oggetti del passato. Per puro caso mi sono imbattuto in due curiosi articoli, datati 29 luglio 1911.Contengono un “botta e risposta” tra il socialista Cesare Battisti, due volte collega, come giornalista e deputato, e quindi due volte avversario del popolare Alcide De Gasperi.

Nel primo, su “Il Popolo” di Trento il Cesare virgolettava ironicamente (dal suo punto di vista), circa la pratica di registrazione ai protocolli dell’austero e blasonato Reichsrat di Vienna, “Noi ridiamo allegramente, Von Gasperi, della vostra posa da superuomo ]…[, come ridiamo della nobiltà che avete inaugurato a Vienna scrivendo il vostro nome in due e diventando, nei protocolli parlamentari da voi stesso firmati, il nobile de Gasperi. A quando la contea o il baronato?”.

In queste parole, ai nostri occhi criptiche e prive di un significato storico a causa del nostro lungo digiuno dalle consuetudini del defunto Impero degli Asburgo, era palesemente formulata l’accusa di aver fatto ricorso ad uno stratagemma parlamentare per appagare la propria vanità, in quel contesto così pomposo.

Polemica sterile se si pensa che a Vienna si considerava lontana quella Contea del Tirolo (immaginarsi poi quanto si avvertiva lontana quella sua minoranza italiana che non rappresentava la classe dominante di quella regione geografica, a differenza di quello che accadeva nell’area compresa tra Tarvisio e Fiume, dove gli italiani rappresentavano il ceto economico ed intellettuale dominante).

La risposta del giovane De Gasperi su “Il Trentino”, lo stesso giorno, attribuì quella grafia ad un errore, assicurando personalmente di aver provveduto alla rettifica della trascrizione presso la Cancelleria del Reichsrat. In breve, il nome nei documenti ufficiali fu corretto in Alcide De Gasperi.

Ora rimane un piccolo enigma storico: pare che il cognome del fratello Augusto, morto a Milano nel 1967, fosse Degasperi, come tutti i componenti della sua famiglia, prima di lui. Ma questa è un’altra ricerca documentale che i mercatini all’aperto in Alto Adige non hanno ancora dato alla luce. Chissà se, dopo la presente pubblicazione, il parroco di Pieve Tesino mi farà scansionare i registri battesimali della parrocchia(?).

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