L’Abu Dhabi Film Festival è stato istituito nel 2007, con l’obiettivo di contribuire a creare una vivace cultura cinematografica in tutta la regione araba. Presentato ogni ottobre dall’Abu Dhabi Authority per la cultura e il patrimonio (ADACH) , l’evento pone l’accento sulla straordinaria varietà della cultura locale, creando un programma ad hoc, in grado di coinvolgere ed educare la comunità locale, ispirare registi e alimentare la crescita dell’industria cinematografica regionale. Il festival, non unico nel suo genere, mette in contatto registi arabi con i grandi talenti del cinema mondiale, utilizzando il linguaggio cinematografico quale mezzo di interculturalità e dialogo tra i popoli.
Questa la premessa. La realtà, però, è ben diversa. Il festival, infatti, pur partendo con le migliori intenzioni, resta ancora troppo distante dallo spirito ideologico e culturale che ne ha mosso la creazione.
Su circa 170 films presentati all’apertura, solo tre provengono dal medioriente, e nessuno dagli Emirati. Una stranezza che forse si può ricondurre al reale melting pot che avvolge questo paese, un crogiulo di culture e di anime, per lo più liberi professionisti, che da molti parti del mondo si riversano nella terra del petrolio.
Resta comunque l’impegno di eventi del genere, che in questa quarta edizione, ha visto la presenza di star internazionali del calibro di Julienne Moore, Gerard Depardieu, Adrien Brody, Uma Thurman.




