Non sarà la fine della guerra, ma di certo per gli abitanti di Cesano l’ultima sentenza della Corte di Cassazione su Radio Vaticana è di certo la vittoria di una prima, preziosa battaglia. Lo scorso 24 febbraio è stata, infatti, confermata la condanna all’emittente della Santa Sede accusata di “getto pericoloso di cose” in relazione agli impianti a nord di Roma. Insieme alla prescrizione per la condanna a 10 giorni di reclusione per il cardinale Roberto Tucci, la sentenza determina il diritto al risarcimento dei danni patiti dagli abitanti del Comune alle porte della Capitale. Ai cittadini di Cesano e delle zone limitrofe, insieme al messaggio evangelico, i ripetitori della Radio diffondono onde elettromagnetiche responsabili di numerosi casi di leucemie, mielomi e linfomi. Secondo quanto emerso dai dati epidemiologici di una perizia sulla questione, esiste una stretta correlazione tra tali malattie e la lunga esposizione alle emissioni radio, fino a 12 km dalle antenne. Un’area che comprende alcuni quartieri a nord della Capitale, i Comuni di Formello, Sacrofano, Anguillara e Campagnano. Lo studio, commissionato nel 2005 dal gip Zaira Secchi ad Andrea Micheli, medico dell’istituto nazionale dei tumori di Milano, «lega indissolubilmente la morte di oltre 200 persone all’inquinamento elettromagnetico di Radio Vaticana», come afferma Fabio Rollo del comitato “Bambini Senza Onde” di Cesano. «Viviamo a fianco del più potente impianto di radiotrasmissione del mondo – spiega Rollo -. Chiunque può captare questo segnale e ogni famiglia ha il suo lutto». Un pericolo a cui sono esposti soprattutto i più piccoli: sotto i 14 anni la possibilità di ammalarsi è 6 volte superiore. Si spera ora che la sentenza emessa dalla Cassazione possa sostenere il secondo filone d’indagine, tuttora pendente, aperto dalla Procura di Roma per il reato di omicidio colposo plurimo, relativo alle morti per leucemia avvenute nella zona. Nonostante le denunce e gli appelli, Radio Vaticana continua ad emettere con la stessa intensità e declina ogni responsabilità. Riguardo alla soluzione del problema gli abitanti della zona non hanno dubbi: «Non si tratta di moderare la potenza, queste antenne vanno dismesse e bisogna optare per un altro tipo di tecnologia».
Elettrosmog: la Cassazione condanna Radio Vaticana a risarcire gli abitanti di Cesano
– 10 marzo 2011Posted in: Ambiente






Era ora che qualcosa iniziarse a muoversi. Sono fermamente convinta che l’inquinamento elettromagnetico o elettrosmog che dir si voglia, genera problemi per la nostra salute. Spero che sia possibile rimuovere alcune antenne per la telefonia che sono ormai omnipresenti in ogni luogo anche quelli architettonicamente più pregiati, guardate ad esempio le foto pubblicate alla pagina inquinamento elettromagnetico. Se le compagnie non hanno rispetto per quello che si vede, figuriamoci per le onde elettromagnetiche che sono invisibili.