La Coppa del Mondo di calcio in Sudafrica vede, nella sua complessa organizzazione, la realizzazione di strutture ipertecnologiche, necessarie per ridurre l’impatto ambientale-record che porterà la manifestazione. Il nuovo stadio Moses Madhiba di Durban (capacità di 70000 posti, destinati a fine manifestazione a venir ridotti a 54000) è già diventato una icona in questo senso. Il complesso, che prende il nome dall’ex Segretario Generale della Partito Comunista del Sud Africa, è votato al massimo risparmio possibile di materiali e risorse, sin dalle sue fondamenta, non risentendone però assolutamente nella sicurezza. Sono stati riutilizzati i materiali del vecchio stadio: copertura realizzata con 46000 metri quadrati di rivestimento in teflon, circa 400 tonnellate di ferro e 40 mila tonnellate di mattoni. L’arco che sovrasta lo stadio ricorda quello ben più famoso del Wembley Stadium, un arco di 350m di lunghezza e con un altezza dal terreno di gioco di 106 m. Il consumo di energia è stato ridotto del 30% ,con un taglio delle spese di 71000 euro annui, il consumo d’acqua stesso è stato ridotto del 74% grazie al riciclo dell’acqua piovana e di quella utilizzata per l’irrigazione del campo di gioco. Si può affermare che questa sia la prima struttura interamente realizzata per ottenere un “impatto ambientale zero”. Il progetto di risparmio energetico poi è stato ampliato a tutta la città di Durban, grazie alla produzione di biogas attraverso il riciclaggio dei rifiuti. La parole d’ordine indispensabile per evitare che tale iniziativa resti isolata è solo una: consapevolezza. Difatti la popolazione locale deve porre in tutti i modi possibili un freno al cronico problema di inquinamento che comunque porterà la manifestazione sportiva. Com’è risaputo infatti, Sudafrica 2010 secondo le stime sarà un mondiale nove volte più inquinante di Germania 2006, per le grandi distanze da coprire in aereo, ed a causa del sistema di produzione dell’energia, basato ancora sul carbone.
Altre città coinvolte hanno adottato delle contromisure. A Johannesburg e a Città del Capo, è previsto un nuovo piano dei trasporti per abbattere il traffico e quindi l’inquinamento. Treni speciali saranno in servizio per tutta la durata dell’evento, mentre bus-navetta collegheranno alla città i parcheggi dei centri commerciali in periferia, dove sarà obbligatorio lasciare la macchina. A Mondiale cominciato, la speranza è che l’inquinamento acustico delle vuvuzela sia complessivamente maggiore dell’impatto ambientale. Per ora siamo sulla buona strada.
LO STADIO A IMPATTO AMBIENTALE ZERO
– 17 giugno 2010Posted in: Ambiente




