Elezioni: Haiti nel caos, Tanzania verso la continuita’

MANUEL MANCHI – Bufera di polemiche sulle elezioni presidenziali ad Haiti. Il Consiglio per le elezioni ha approvato il processo elettorale di domenica 28 Novembre, sebbene le operazioni si siano svolte in un clima che definire “caotico” è poco, tra accuse di brogli ed episodi di violenza.Il paese infatti continua a combattere contro l’epidemia di colera che solo nell’ultimo mese ha ucciso duemila persone. Le ripercussioni del colossale terremoto dello scorso 12 gennaio poi, si avvertono anche sui risultati ai seggi: molte persone non hanno potuto votare, visto lo smarrimento durante il terremoto dei loro certificati elettorali.
In questo quadro desolante, due persone sono rimaste uccise durante uno scontro a fuoco tra sostenitori di partiti rivali, molti altri i feriti a seguito di risse anche in sede di seggio. Dei diciotto candidati, hanno chiesto l’annullamento delle elezioni in tredici, tutti i candidati favoriti eccetto Jude Celestin, appoggiato dal partito del presidente Rene Preval. Non a caso difatti i manifestanti si sono mobilitati quando il governo ha  annunciato che Jude Celestin è passato al ballottaggio del prossimo 16 gennaio al posto di Michel Martelly, un cantante molto popolare ad Haiti.
Martelly ha tempo fino al 20 dicembre per contestare i risultati. Nessuno dei diciotto candidati aveva raggiunto il 50 percento dei voti al primo turno. L’altro candidato passato al ballottaggio è Mirlande Manigat, ex first lady. In Tanzania invece la situazione è definita. Si vota per eleggere il presidente e rinnovare il parlamento. In corsa ci sono diciotto partiti politici e sette candidati. Tra questi il grande favorito, l’attuale presidente Jakaya Kikwete. I suoi avversari politici, molto indietro nei sondaggi per la verità, sono Willibrod Slaa, un ex prete, e Ibrahim Lipumba, un professore universitario.
Kikwete è il leader del partito CCM, Chama cha Mapinduzi (il Partito della Rivoluzione), e durante il suo primo mandato ha cercato di incrementare l’economia del paese aprendo al libero mercato, cercando di migliorare la sanità,l’educazione e i trasporti. Il suo lavoro è stato apprezzato dalla maggior parte dei cittadini, ma chi lo critica sostiene che non sia riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati: la Tanzania è ancora uno tra gli stati poveri del mondo, e secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale più del 50 per cento dei tanzaniani vive sotto la soglia della povertà.

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About Graziella Moschella

Pseudo giornalista per passione, libera pensatrice per professione. Il mio motto è: "There is a stubbornness about me that never can bear to be frightened at the will of others. My courage always rises at every attempt to intimidate me."