Sahara Occidentale. Lo strabismo di Bruxelles blocca l’azione dell’Ue

Lontano dai riflettori della stampa internazionale resta alta la tensione fra Marocco e il Fronte Polisario, dopo lo smantellamento dell’accampamento saharawi, alle porte della città occupata di El-Ayoun. L’azione della polizia marocchina dello scorso 8 novembre ha provocato, almeno ufficialmente, 12 morti e decine di feriti. Mentre il terzo round di colloqui informali tra le due parti sotto l’egida dell’Onu si è risolto con un nulla di fatto, a Bruxelles si fatica a trovare una posizione comune sull’annosa questione dell’ultima colonia africana. Dopo la deplorazione delle violenze dell’Alto rappresentante della politica estera, Catherine Ashton, al Parlamento Europeo si é tenuta la scorsa settimana una conferenza per denunciare la grave situazione umanitaria in cui versa il Sahara Occidentale dal 1975. Anno in cui, a seguito del ritiro di Madrid dall’ex colonia spagnola, il più grande territorio non indipendente del mondo, ricco di fosfati, giacimenti off-shore e coste pescosissime, divenne una ghiottissima torta che Marocco e Mauritania non esitarono a spartirsi in barba al diritto di autodeterminazione dei saharawi. Circa 160mila profughi trovarono rifugio in 5 campi in Algeria, dove risiedono da allora completamente dipendenti dagli aiuti internazionali. Il resto del popolo saharawi vive in una patria occupata e divisa da un muro lungo 2500 km costruito dal Marocco, aspettando di potersi pronunciare nel referendum per l’autodeterminazione previsto da numerose risoluzioni ONU. La presa di posizione sulla questione dell’Unione, sembra restare condizionata dallo strabismo di cui sembra affetta Bruxelles: se per un verso si è concentrata maggiormente sulla cooperazione a livello umanitario con il Sahara ed è mossa dalla necessità di operare in nome dei diritti umani, l’azione politica dell’Ue è paralizzata da realpolitik, interessi economici e divisioni interne. La Spagna e soprattutto la Francia – che secondo le accuse del Fronte Polisario si sarebbe opposta con “vigore” all’invio in loco di una missione Onu di inchiesta dopo le ultime violenze -, hanno sempre appoggiato le posizioni di Rabat, e il Marocco, che gode dello status di partenariato speciale, è per l’Unione un partener importantissimo: per il 2007-2010 sono stati stanziati 654mln di euro (è il principale beneficiario dei fondi esteri europei) in cambio di forza lavoro, risorse, materie prime, apertura al commercio dei nostri prodotti, e un braccio forte sui flussi migratori provenienti da sud.

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